La cosa che mi ha colpito di più di questo poeta è l’uso sapiente che fa dell’anafora: la ripetizione non è un vuoto reiterare, ma un pretesto per approfondire punti di vista, per eliminare il superfluo, per arrivare in profondità.
Erich Fried è nato a Vienna nel 1921, nel 1938 lasciò l’Austria e si trasferì a Londra. Tra i suoi volumi di poesia: Germania (Deutschland, 1944), Contestazioni (Anfechtungen, 1967), Cento poesie senza patria (100 Gedichte ohne Vaterland, 1978). Tra i romanzi e racconti: Figli e pazzi (Kinder und Narren, 1957), Un soldato e una ragazza (Ein Soldat und ein Mädchen, 1960), Quasi tutto il possibile (Fast alles Mögliche, 1975). Nei suoi testi la sperimentazione formale si unisce all’impegno politico. Nel 1988 viene pubblicato un suo libro di poesie: “È quel che è. Poesie d’amore di paura di collera”, che avrà grande successo per il pubblico italiano e, da cui sono tratte la maggior parte delle poesie che seguono.
QUEL CHE E’
è assurdo
dice la ragione
è quel che è
dice l’amore
E’ infelicità
dice il calcolo
non è altro che dolore
dice la paura
è vano
dice il giudizio
è quel che è
dice l’amore
è ridicolo
dice l’orgoglio
è avventato
dice la prudenza
è impossibile
dice l’esperienza
è quel che è
dice l’amore
LEGGERE POESIE
Chi
da una poesia
si aspetta la salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie
Chi
da una poesia
non aspetta alcuna salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie.
SEMPRE PIU’ DIFFICILE
vederti una volta sola
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora una volta
e poi mai più
Vederti ancora una volta
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora due volte
e poi mai più
Vederti ancora due volte
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora tre volte
e poi mai più
Ma io sono uno sciocco
e voglio vederti
ancora molte volte
prima
di non poterti vedere
mai più.

sono molto belle sai, apolide?
soprattutto l’ultima.
non conoscevo questo scrittore e poeta (quante cose non si conoscono, quante, non c’è il tempo per conoscerle tutte, bisogna accontentarsi).
ti ringrazio perchè non aspettandomi nulla da una poesia ho trovato qualcosa che attendevo.
mi piacerebbe leggere qualcosa di personale, non ci vuole troppo coraggio a mettersi a nudo su un blog, secondo me.
mi unisco all’amica D.
L’ultima è stata la più difficile da terminare. “ma io sono una sciocca e voglio leggerla ancora molte volte prima di non poterla leggere mai più”
@d: io l’ho scoperto oggi. “Quel che è” è eccezionale…
. Scherzo. Posto subito un lavoro che ho nel cassetto. Triste, scunsulato, desperado. Speriamo ti piaccia.
Mettersi a nudo? Ma io sono -quasi- nudo, in questo momento: sono in mutande
@michelinastreghina: occhibe’, grazie del commento… e complimenti per il tuo blog che spesso è in homepage… ma quando trovo 33 commenti sui tuoi post, non mi viene di scrivere nulla. hanno già scritto tutto gli altri…
@d & @ michela: Sto raggranellando link per una pagina di blog e siti amici. Sarete tra le prime…
…fatti sentire invece, che è un bell’ascoltarti.
Sorrisi, passa un buon week-end.
La prima tra queste poesie mi ricorda quando mi son lasciata soggiogare dai miei ragionamenti e stavo quasi rimanendo imprigionata nei calcoli che mi ero fatta…vittima delle mie paure.. ma quando poi ti decidi ad ascoltare l’amore che hai dentro… mandi tutto all’aria e non te ne frega niente delle tue paure… di ciò che non comprendi e ti sembra assurdo.. allora hai vinto…nell’istante in cui ti arrendi… hai vinto!!!
@michela: passerò, il tuo blog comunque lo tengo d’occhio…
@demi4jesus: probabilemte la prima poesia era quella più meritoria di essere postata, le altre mi piacciono un po’ meno…
ciao
folgorata….
Bambini a sinistra
Chi dice ai bambini
dovete pensare a destra
è di destra
chi dice ai bambini
dovete pensare a sinistra
è di destra
Chi dice ai bambini
non dovete pensare affatto
è di destra
chi dice ai bambini
quel che pensate è indifferente
è di destra
Chi dice ai bambini
quello che lui pensa
e dice loro anche
che vi potrebbe essere qualcosa di sbagliato
è forse
di sinistra.
con quella sopra sono
4 poesie di Eric Fried
Bella anche questa. Forse la visione che trasmette è un po’ superata, dopo la caduta delle ideologie (cfr. Gaber, p.e.), ma se la si contestualizza col vissuto dell’autore resta pur sempre un bell’esercizio di stile.
Apo
Bellissime.
Mi fa’ piacere che tu apprezzi Fried, è un autore interessante. I suoi giochidiparole spesso rendono molto bene anche dopo la traduzione.
Adonai
Apo