E spostare lo sguardo
a orizzonte epimorfo
su ciò che è dato vedere
la cometa è la madre
che si fa nuova carne
e di lei la polvere
il ghiaccio
silenziosi custodi
*
Forse
erano sangue e pelle
di un’arca sperduta
al diluvio di fuoco dei tempi
dei tempi senza più orologi pulsanti
dei tempi smarriti e dissolti
smemorati e compressi
nel niente
*
Forse
il calore fossile e latente
e’ Il ricordo di un’ultima guerra
inascoltato monito
diffuso in tutta la bolla
invariante dell’attuale “ora e sempre”
che precede un istante
la fine del presente
e il prossimo ciclo di eterno
contingente
e spostare lo sguardo
Pubblicato 16 Ottobre 2007 apolide , laboratorio , parole , poesia , sperimentale 7 CommentsTags: apolide
(hai modificato l’aspetto del blog? Molto sanguigno, questo…)
Occhibè, guardi sempre e solo la scatola, tu…Sì, ho appena cambiato template…
bellissimo il tuo nuovo template.
mi piacerebbe sapermene fare uno tutto mio, ma, ahimè, non sono capace.
complimenti per le poesie, soprattutto
…
mania
contiene
magnifici giochi di parole
e
non
solo
Non è che io sia un cannone. In WP ci sono i template, io (per ora) faccio tutto con quelli.
Grazie di avermi letto con così tanta attenzione…
un bacio
non mi sembra proprio, Apolide.
Anche se la scatola è la prima cosa che giocoforza si guarda, nel ricevere un regalo.
E i bambini, si sa, amano giocare più con la carta da pacchi.
Ma i bambini, non li comprendono mica tutti.
Si, ma mi piacerebbe ricevere commenti,critiche, suggerimenti sul regalo, e non (solo) sulla scatola. Capiscimi…
(è sul SOLO che mi trovi in deciso disaccordo)