Archivio per Aprile 2008

Architecture in Helsinki – Heart it races

Heart it races
And we’re slow to acknowledge the knots on the laces
heart it races
and we go back to where we moved out to the places
heart it races
i bought it in a can and stirred it with my finger
singing boom-dadadadadadada boom-dadadada
through it out the window
and lately you’ve been tanned
suspicious for the winter with your
boom-dadadadadadada boom-dadadada
legs like little splinters
and we’re slow to acknowledge the knots in the laces
heart it races
and we go back to where we move out to the places
heart it races
i sold it to a man and threw him out that window
he went boom-dadadadadadada boom-dadadada
made his wife a widow
heart it races alone
everybody go
Boom dadadadadadada boom dadadada

Il cuore corre

E siamo lenti a riconoscere i nodi sui lacci
il cuore corre
e si ritorna al punto in cui ci siamo mossi fuori dai luoghi
il cuore corre
Ho bevuto da un barattolo e mescolato col mio dito
cantando dadadadadadada-boom boom-dadadada
attraverso di esso fuori dalla finestra
e ultimamente tu ti sei abbronzato
è sospetto per l’inverno con il tuo
dadadadadadada boom-boom-dadadada
le gambe come piccole schegge
e siamo lenti a riconoscere i nodi dei lacci
il cuore corre
e si ritorna al punto in cui ci siamo mossi fuori dai luoghi
il cuore corre
L’ho venduto a un uomo e lo hanno buttato fuori da quella finestra
è andato dadadadadadada boom-boom-dadadada
ha fatto di sua moglie una vedova
il cuore corre da solo
vanno tutti
Dadadadadadada boom boom dadadada

preghiera del tramonto

quando ormai
sarà nebbia
attorno al mio capo
quando gli occhi saranno
stanchi, le membra pesanti
e l’alito di vita lascerà il mio
corpo, sollevami, Signore, fammi leggero
come l’aria del mattino, come il riso di un bimbo
fà che il mio spirito salga, verso la Luce Splendente
che ho già intravisto una volta, in alto, nel tunnel
del transito, attratto e guidato da Te

Non farmi cadere lì, in basso, nel buio che attende chi non
potrà mai più ammirare il Tuo Volto
non perdermi al nulla

Guida  con la mano l’ascesa, fà che sia lenta e sicura
perdona i miei mille errori, non guardare i miei limiti
ma i rari frammenti di buono, se ne avrò lasciati laggiù
e ti prego, se il mio compito sarà terminato, se l’Alfa sarà
così unita all’Omega, finalmente, se il circolo sarà stato chiuso
e il mio misero essere sarà degno a vederti, non farmi tornare di nuovo

sfiorarti

sfiorarti
carezze nascoste
mentre il resto
scorre distante
segreta promessa
di liquide unioni
movenze ancestrali
vicine a venire

Invisibile – Cristina Donà

Lo sai cosa penso?
E dimmi, tu hai
lo stesso pensiero
così forte,
o non puoi?

La luna è liquida
ed io mi sento

invisibile
come sempre
quando è tardi per dire
che non sopravvivo.
Invisibile
o forse
è solo una mia immagine.

Lo sai che mi perdo
nelle luci se
guardi fuori dall’auto
altre luci
troppo lontane
da me?

La luna è limpida ed io rimango

invisibile
come sempre
quando è tardi per dire
che non sopravvivo.
Invisibile
o forse
è solo una mia immagine.

Rimani,
ti parlerò del mio silenzio.
Lo sai è così reale,
ma io mi sento

invisibile come sempre
quando ti vorrei dire
che non sopravvivo.
Invisibile o forse
è solo una mia immagine

al di là della rincorsa

al di là della rincorsa
a effimeri placebo
ed a promesse vuote
oltre l’idea di un contatto
dermico, che partorisce
intrecci di relazioni
occasionali
al di fuori di morbose
cure parentali

vorrei donarti pace
dopo che l’anima ha urlato
all’unisono, dopo che il fiato
è franto, il corpo spezzato
di morte dolce
abbandonata
e dimentica
del nostro essere
labile memoria
erosa agli anni

vorrei soltanto
lasciare parlare
lo spirito, incrociare
sguardi silenziosi
e nascosti

vorrei donarti solo
una breve frammento
di tempo, in cui trovare
in me, te stessa
ma prima
devi iniziare tu
a cercarti, cit’la

quelle perle imperfette

quelle perle imperfette
impulsi dell’animo
grida urlate al vento
soli, di fronte al baratro

quei sussurri di onde
donati all’amore
nel riposo
che segue l’amplesso

le preghiere segrete
pronunciate sincere
verticali messaggi
che donano pace

quegli slanci istantanei
che non trovano altro
che una vita effimera
senza avere mai il modo
di comporsi e limarsi

tutti i gesti del cuore
che non muoiono in stasi
che non sono ghiacciati
in fogli di memoria
sono scritti all’eterno
contingenti segni assoluti

luce di sguardi

Incrocia ancora
luce di sguardi
e non fuggire

Il tempo in questo
scorcio di reale
è breve, spegne
veloce il corpo

In fondo
è solo un istante
il retrogusto
sapido
si deve assaporare
lento, a stille
umide e reiterate
di fiotti altalenanti
insistenti e ubriachi

Se lasci
le nostre armoniche
diffratte
vibrare, sincrone
e percepisci l’aura
non puoi che cogliere
questo strano gioco


Satistiche

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