i tempi
sono distesi
e ritmi diurni
scandiscono i giorni
è forte
l’impulso a lasciare
una traccia
raccontando il bello
a giovani vite
lontano
è l’incubo dei passi
appena dietro
le spalle
assenti presenze
di persecuzione
le voci dissolte
non seguono
pensieri di morte
ed ora si spera
una tregua
di porte serrate
per sempre
sia pace
si lavi il passato
con l’acqua
del fiume sapiente
è scelta migliore
per gli anni
e resti soltanto
l’immagine nascosta
il solco rosso
prima di ogni sonno
a chi conosce
la folle parentesi
a chi ne ha ancora
le retine impresse
a chi non voleva
ma ha seguito le masse
a chi ha ancora i segni
del male, alla pelle
e questa memoria segreta
abbia almeno un senso
scavi indurite coscienze
e faccia pensare
al dopo, all’oltre
al seggio
del Giudice Eterno
in cui non si mente
a quello che attende
dopo la soglia
degli occhi chiusi
dell’ultima notte
per non conoscere
il nero crepaccio
del niente, tornare
a vedere la luce
si deve cambiare
Ci sarà mai tregua se non quella finale?
A volte bisogna abbassare le armi, anche se ciò significa rischiare di essere colpiti. Mostrarsi aggressivi non serve a nulla, serve solo a perpetuare lo scontro.
Bel blog, sei ligure?
ciao
Apo
Sì, ligure ma abito a Milano. Però ritorno spesso nella mia terra. Ciao.
Io sono un abruzzese trapiantato a Firenze… lieto di averti potuto leggere, complimenti ancora per il blog.
ciao
Apo