
Eravamo tutte lì,
pronte, e ci
conoscevamo bene
eravamo Unità,
ci siamo separate
all’atto del parto
di questa dimensione
in freddo e caldo,
in negativo e positivo,
in stasi e moto,
in alto e basso,
in vento e fuoco,
in maschio e femmina,
prima eravamo Uno
e dopo il primo battito,
all’inizio
del pulsare primordiale
del grande orologio,
sotteso al Tutto,
ci siamo atomizzate
in infinite parti
e ci siamo disperse
in tutti i quadranti
del nascente spazio

… eppure, se ci ascoltiamo,
siamo ancora la stessa voce,
lo stesso unico moto d’amore,
che annulla le distanze,
che rende grandi le piccole cose.
Ci allontaniamo da quell’inizio
ma non perdendoci mai
ritroveremo la nostra fine insieme.
Un Tutto che colma,
quello spazio vuoto,
in apparenza.
Ciao
Il Tutto che attraversa
qualsiasi vibrazione,
ciascuna Luce,
qualunque guizzo di enrgia
ogni anelito di vita
Il Tutto che
la nostra volontà
può ricomprendere,
può in sè abbracciare,
perchè l’infinitamente
piccolo ha in sè
l’intero Universo
e lo sa rispecchiare
come uno splendido
cristallo,
fa, di un raggio
di Sole
Il Tutto
cui ci riuniremo
infine, terminata
questa esperienza,
esaurita ogni
conoscenza, concluso
questo ciclo
di creazione,
per aleggiare
mondi più elevati
e una coscienza
di rango superiore
PS vedo che pure in versi sei grande…e pure assonante con il mio sentire. A presto!
Adonai
Apolide