L’Aquila, terremoto, Aprile 2009 – 2

terremoto abruzzo l'aquila 6 aprile 2009 faglia di onna

Una ferita
un lungo taglio
nella terra
uno strappo profondo
nell’anima
del tuo luogo

Questa la fonte
di ogni sofferenza
questo l’inizio,
il pianto
del sei aprile duemilanove

Tante vite spezzate
e la caparbia volontà
di essere ancora

11 Risposte a “L’Aquila, terremoto, Aprile 2009 – 2”


  1. 1 raimondo 19 Aprile 2009 alle 11:30 am

    greta,
    non ho più il tuo numero , vorrei mettermi in contatto con te
    raimondo

  2. 3 sentoniente 29 Aprile 2009 alle 8:30 am

    Vi fu un gran terremoto
    E buttò a terra la parete.
    Allora ho chiesto: maestro
    dove sono gli studenti?

    Se li hai portati via tu,
    Dimmi dove li hai posti.
    Ma quello ha risposto
    Non sono qui, sono risorti.
    (c)
    Un tentativo di fermare sulla pagina le mille coincidenze di questo dramma: i funerali celebrati di Venerdì Santo, la Pasqua incombente, le vittime giovani. E Dio dov’era? Io ho incontrato Dio a L’Aquila e gli ho fatto questa domanda

  3. 4 apolide 29 Aprile 2009 alle 2:01 pm

    Ho cercato il Signore
    tra chi scruta il reale
    tra chi cerca
    di indagare
    il senso delle cose
    tra chi dona fiducia
    infinita alla scienza
    e non l’ho trovato

    Ho cercato il Signore
    nelle stanze dorate
    in atri lucidi e ricchi
    in posti felici
    in tavole imbandite
    in luoghi abbelliti
    da fasti
    ha frugato il mio sguardo
    e non l’ha trovato

    Ho cercato il Signore
    tra i poveri, gli ultimi
    tra chi soffre
    chi è ai margini
    oppure è incompreso
    e un Angelo
    dai piedi nudi, sporchi
    di polvere
    mi ha mostrato
    una porta
    in un luogo
    dimenticato
    e sfuggito da tutti

    Quando ho aperto la porta
    una Luce infinita
    mi ha investito

    Oltre quella soglia
    di dolore
    di sofferenza
    di alienazione
    ho trovato il Signore

    *PS ne ho tratto un poemetto, ma a questa versione originale ho fatto solo una piccola limatura e corretto un refuso. E’ come mi è venuta, di getto.*

    Adonai
    Apo

  4. 5 apolide 30 Aprile 2009 alle 5:56 am

    Colgo l’occasione per invitare CHIUNQUE possa dare una mano, dopo questi momenti di esaltazione mediatica a farsi vivo, a non dimenticare. L’inverno a L’aquila è freddo, e tutti possiamo essere utili.

    A tale scopo fornisco il sito del Centro coordinamento volontari dell’Abruzzo, il CSV : Lì ci si può iscrivere, lasciando i propri dati. Fatelo in molti, c’è bisogno di voi.

    Apo

  5. 6 paola 1 Maggio 2009 alle 9:55 pm

    E’ un’aquila ferita il mio popolo antico
    d’improvviso tristemente compianto.
    Non aria di festa per le feste di maggio
    non bande musicali nei paesi sgretolati
    per le strade di pietra
    solo il pianto per l’aquila ferita

  6. 7 apolide 11 Maggio 2009 alle 4:56 pm

    Sì, è ferita
    la fiera Aquila
    ma si rialzerà
    sorgerà dalle macerie
    più splendida di prima

    Apo

  7. 8 Angelo 3 Giugno 2009 alle 5:31 pm

    Non temere
    oh Aquila ferita
    sento già il canto
    della curva Nord

    Oh Aquila
    non temere
    il principe azzurrognolo
    è sulla tua strada

    con vigoria e fato stenderà
    le tele dell’ultimo amore
    si sente già l’odore
    dei fiori soavi prossimi a venire!!!

  8. 10 Antonio Rosettini 11 Giugno 2009 alle 9:32 pm

    Poesia dedicata alle vittime del sisma

    Quella notte il tempo si è fermato,
    l’orologio è crollato e tutto quanto è cambiato.
    Una crepa nel muro, un botto nel cuore.
    Per tutti un terrore, un enorme dolore
    ma altri son morti e non se ne sono accorti.
    La terra ruggisce e tutto finisce,
    c’era una chiesa, c’era una scuola
    e non c’è più neanche l’ aiuola.
    Pianger non sai, pianger non puoi
    ora che nulla è come vuoi.
    Bella era la tua città,
    anche se tutti vedono ora con aria funesta sol quel che resta.
    La mente vuol capire, perché a sé non sa mentire,
    se prima qualcosa si poteva percepire.
    Ricordi la sera che le luci vedesti e agli UFO credesti?
    Ricordi i lombrichi strisciare ed invano scappare?
    Ma allora dai Boschi con foglie argentate un urlo salì:
    “oibò oibò, il sisma preveder non si può!”.
    Ma qualcuno rispose con voce forse non vera:
    “col radon si può!”.
    Quella notte tornammo a dormire
    ma per qualcuno significò morire.
    La nostra città risorgerà se Loro mai non scorderà.

  9. 11 apolide 14 Giugno 2009 alle 8:05 pm

    @antonio: e ben venga anche il tuo intervento poetico…

    Apo


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