
Non dobbiamo temere
la prova,
il sentirci soli,
o tristi
oppure abbandonati…
Il Signore c’è sempre
è accanto a noi
in tutti i giorni
ed ogni tanto posa
la mano
sul nostro capo
Sono questi, gli spiragli
in cui possiamo
dare un senso
al nostro essere
terrene, fragili schegge
d’Infinito, che a Lui
vorrebbero tornare
Offrendo a Lui
i nostri timori,
la nostra solitudine,
le sofferenze,
possiamo aprire un varco
verso il Cielo
possiamo vivere
un piccolo istante di Assoluto

Bella per chi crede, ma per chi non ha la fede l’assoluto è altra cosa. Ciao.
Innanzitutto bentornato, Alberto.
La fede? Per me è una mappa, uno strumento per decodificare un territorio che è quello intimo, personalissimo della spirtualità.
in questo ambito, volevo proporti un passo del NT:
Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui (1 Gv 4, 16).
Al di là di un’interpretazione restrittiva (cosa significa dimorare in Dio? Ed ancora: cosa significa che Dio dimora in qualcuno?
La mia interpretazione, forse un po’ estemporanea, ma sentita: esiste un Ente Creatore , da cui veniamo. Di cui siamo parte. A cui aneliamo di tornare…
Di Lui c’è traccia in noi. Ma la distinzione tra noi ed Esso è relativa, è un fatto contingente, conseguenza di questa dimensione terrena e del nostro modo di vedere il reale, che ci porta a categorizzare, a distinguere attraverso la dialettica degli opposti, a separare noi dal resto del mondo.
L’Assoluto è un’altra cosa, fonde gli opposti, li unifica in un’unica realtà. Il separare è una conseguenza del nostro vivere in questo istante materiale, in questo mondo terreno.
Ci riuniremo ad Esso, come dice San Paolo che alla fine dei tempi (e cos’è, il trapasso, se non la nostra fine dei tempi?) noi vedremo restaurare o ricapitolare tutte le cose in Cristo (Ef 1,10)…
Forse ci renderemo finalmente conto che tutti noi siamo parte del Tutto, quando vedremo l’Oltre. Sia esso l’Assoluto, oppure sia esso Dio… dipende da come vediamo le cose.
Adonai
Apo