
Anima di vetro,
anima che si spezza
sulle soglie della vita,
su pietre troppo dure
ti ha ferito
un inganno da poco,
ti ha fatto annegare
dentro a una lacrima
Quegli sguardi di nulla
urlavano silenziosi
quando sei caduta
nel pozzo degli ultimi,
nel garage
delle bambole rotte
Abitavi
un dolore che nessuno
può toccare
senza bruciarsi le mani
e non hai mai interrotto
il tuo canto
Hai vissuto
Il Calvario del distacco,
sei salita
al Golgota di una corsia,
hai subito
mille chiodi del cuore,
le scosse alle tempie,
il vagare inutile
di figure indistinte
dalla bocca metallica
e i segni dei legacci
sulle braccia
Dall’inferno
hai incrociato
uno sguardo di Dio
Ti sei persa
al mattino,
sei tornata alla sera,
senza essere stanca
E’ arrivato,
alla fine è arrivato
il Signore,
ti ha spogliato
del vestito terreno
che è rimasto sul letto
ti ha portato con sè
Chi ha sofferto
ha lasciato ogni peso
è leggero,
quando sale nel cielo

Oggi tutti dovrebbero scrivere una poesia di addio alla Merini; c’è una sua frase, tratta dalla poesia “Gesù” (Cantico dei Vangeli) che oggi mi colpisce: “Addio crocifissione, in me non c’è mai stato niente: sono soltanto un uomo risorto”
La sofferenza eleva. Lei diceva che quasi tutti temono il dolore, mentre lei lo vedeva come un compagno ormai abituale, un qualcosa di cui non avere più paura.
Mi sarebbe tanto piaciuto poterla conoscere di persona…
Apo
Io ho avuto il piacere di conoscerla molti anni fa, così stravagante e libera proprio perrchè la stigmate del paziente psichiatrico paradossalmente l’aveva lasciata fiera e più libera di dire pensare e fare quello che voleva.
Una persona veramente interessante e con uno “charme” particolare che incuriosiva.
Dopo averla conosciuta avevo comperato diversi suoi libri di poesie e in essi traspariva tutta la sofferenza ma anche la gratitudine per le poche persone che l’hanno aiutata nella sua vita e la “pìetas” umana per i “compagni di viaggio” incontrati nelle istituzioni psichiatriche che ben aveva conosciuto.
C’è ancora spazio per una diversità in questa società globalizzata e uniformata??? ivo
Forse il mio percorso è un po’ all’incontrario rispetto al tuo. Sai, volevo rintracciare Alda e conoscerla. Era un desiderio che sentivo da un po’ di tempo, dopo aver letto la sua raccolta ‘fiore di poesia’.
Apo
Io ho comprato una sua raccolta quando andavo al liceo, una di quelle einaudi con la copertina bianca e soltanto una poesia. all’interno mi perdevo tra le parole. mi ricordo asfodelo, non sapevo cosa fosse. le parole mi arrivavano nuove, nude, cariche di intimità. e mi colpiva la sua forza, una specie di solitudine da guerriera.
Acid Juicy
Sì, la nudità, la trasparenza brillante del verso, e in esso, la delicata freschezza della parola. Questa una delle doti della poesia di Alda. Il riuscire a dire di cose piccole, quotidiane, come di grandi drammi, e il riuscire a congiungere tutto ciò con un respiro ampio e universale, solenne.
Apo
“ci sono notti che non accadono mai” …ciao alda
°un saluto a te Apo”
“Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso”
ciao, Nunzy
Apo