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Contro il DDL Alfano oggi sciopero!

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  • Per una rete libera, fonte di scambio di idee democratiche e di crescita collettiva
  • Contro il disegno di legge Alfano, che imbavaglia i blog e mina pesantemente la libertà di espressione nel nostro paese
  • Pubblica un articolo sul tuo blog se sei d’accordo con l’iniziativa. Facciamoci sentire!
  • Sit-in oggi, martedì 14 Luglio a Roma, in Piazza Navona, alle 19. Aderiamo in massa!

Qui informazioni su come aderire:

http://dirittoallarete.ning.com/

amo vedere le cose in tv

amo vedere le cose in tv
che ci sarà un mondo
migliore
che ci sarà pace
per tutti
che il debito dei poveri
e degli pseudoricchi
sarà sanato
il terrorismo sconfitto
che esporteremo la democrazia
in tutto il mondo
che il pianeta alla fine
avrà un controllo unico
e singolare
fedele alla bestia
e al mercato globale
e che in ogni paese
il precariato
sarà risolto
i vecchi avranno
pensioni decorose
e ci saranno sussidi
alle famiglie
per fare figli
e il PIL
aumenterà esponenzialmente
l’inflazione scenderà a zero
la benzina
sarà meno cara
che useremo il solare
e l’eolico
che impareremo a riciclare i rifiuti
e a non torturare gli sconfitti
che tutti potranno avere un plasma
una connessione veloce
e meno inquinamento
e un orgasmo politico a settimana
che la corruzione sarà risolta
la mafia sconfitta
la cattiveria dissolta

amo vedere queste cazzate
in tv
molto meglio
degli episodi dei simpson
delle telvendite della Marini
o della fantascienza
di star trek

sonetto – ad un exploit virale

vivo nell’ombra oscura, come Neo
ha due facce, opposte, la medaglia
di giorno accompagno le vecchiette
a traversare semafori, gentile
di notte, vado testando i server
insicuri, securizzabili, assicurati
in fondo al cuore sono un vero hacker

winzozz, lo disconosco e uso linux
per dichiarare a tutti IP e browser
che dico io, non quelli del Cancelli
ed anche il MAC, se girano le balle
ho SMTP, validi appoggi
ancora non patchati, ancora pronti
a inviare, dietro un mio comando
anonimail a chiunque io decida
e attento, lamer, se sei nel mirino
ti buco in un istante, stanne certo
mi procuro la tua mail con l’inganno
ti invio qualcosa di mordace
entro dentro il sistema, di soppiatto
due cat un rm, e tu sei fritto
a un disgraziato ho messo in chiave run
giusto un format, di basso livello
[ovviamente, parametro autotest]
guai a chi osa sfidarmi a viso aperto
potrei flashargli il bios da remoto

ma qualche errore a volte pure faccio
come lasciare tracce inconfutabili
del mio passaggio, da poco pregresso
in qualche sito scomodo, davvero
oppure, mi arrischio a pingare
un po’ indiscreto, un tipo solitario
gli mostro un link in stats
e lui abbocca
ad una home coi counter virali
a un indirizzo di appoggio riservato
[tutto loggato, segnato e rilevato]
tramite un applet java
io gli attivo
un downloader di troiani nel computer.

Sono o non sono proprio un gran fregnone?

haiku dell’hacker (pumper)

smettila ora
di pingarti la home
(IP spoofato)

la numerizzazione del vissuto

la numerizzazione del vissuto
diventa un flusso impersonale
l’immaginario prende maggior peso
del reale, il contatto psicofisico è negato
nel sempre più evanescente dominio
del simulacro mediale, dell’interfaccia che conta i click
e ci depriva degli odori, sniffa informazioni
per costituire nuove nicchie di mercato
e livellare la standardizzazione di coscienze

La deviazione standard deve essere contenuta
e limitata, in un modello 80/20 per garantire
produttività e consumi adeguati a sostenere
l’erosione delle risorse di sistema
d’altronde in un habitat, avendo il dominio e il
controllo delle sue variabili fondamentali
premi il gas a fondo di barile
accelera tutte le dinamiche atmosferiche
consuma ogni risorsa
(la crescita deve essere infinita)
brucia ogni cosa che ti dà energia
immetti in-evitabili rifiuti
sfrutta e poi discarica
nel flusso impersonale, le feci economiche
di cui devi disfarti in fretta
fai circolare il feticcio vitalizio
impersonando media monodirezionali

O sfuggire, nella rete, ciò che è possibile
per stabilire un contatto multiplo in full duplex
comporre connessioni metaneurali
confrontare, sommare le esperienze comuni
esaminare il lavoro di chi percorre
il tuo stesso cammino, chiedere pareri non
prezzolati, l’autore ha diritto di essere un
uomo comune, i libri fuori stampe sono di tutti
la produzione del sapere deve essere libera
e illimitata come la sua fruizione
poi sceglieranno la versione dominante
fà parte delle regole del giogo
economico allargato
mediatico interattivo
emozionale dissolto che seguirà
i sentimenti veloci e digitali
superficiali e freddi

IO.hum 0.3, beta (V)

il mito delle culturalità centrali
selezioni vittoriose del pensiero dominante
e la verità non esiste, è una pioggia
che non si sa su chi cade, è un’ ombra che puoi
visitare solo tramite raffronto criptico
tra le disposizioni di tutti i contendenti
documentati da tracce archiviate
non imporre nulla a un orizzonte intonso
non scavare oltre il limine delle pulsioni
rischi un cortocircuito elettrochimico
e fiotti di endorfine alle surreni
di mente vuota, corpo stanco, finalmente morte
gustare a metà il fisico collidere
fare il balzo, passare la linea, chiudere un ciclo
evolvere, cambiare, non lasciare strascichi superflui.
Accesso negato, errore di allocazione di memoria
Errore di overflow nello stack
Divisione per zero
finito infinito di macchina
universo non contenibile in una sua porzione
limite del numero di cristalli,
dei possibili aggregati di molecole
di particelle quantiche
eccezione di violazione di condivisione
nome utente o password errati, riprovare
il disco corrente è protetto da scrittura
inserire un nuovo disco
Attenzione: tutti i dati sul disco corrente saranno cancellati
Procedere con la formattazione?
ok annulla

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Link:

IO.hum 0.3, beta (II)

IO.hum 0.3, beta (III)

IO.hum 0.3, beta (IV)

IO.hum 0.3, beta (IV)

E’ necessario studiare i grafi sottesi agli eventi
di ordine maggiore. Variabilità estreme, secondo
certi parametri e mescolare umori colmi di essenze digitali
meglio le ghiandole, hanno una seconda vita a corto raggio
ma la poesia non ha odore, non è animale, è un distillare
sublimato di gocce d’io e ognuno esprime il set valoriale
di default, e cerca viralmente di diffonderlo, inseminando
il settore di reale che gli compete di varianze geniche del ceppo
del metalinguaggio. Ricordati di tenere sotto controllo tutte le incognite
e anche le costanti cosmologiche, possono evolvere verso
un’interpolazione ipercartesiana degli eventi base
e invece osservare soglie di rischio, gli eventi di sistema psicosociali
riceveranno delle accelerazioni climatiche, è inevitabile
fà parte delle leggi dell’energia, non se ne può sfuggire
e costruire un’identità credibile, dipingere allo specchio
un discorso etico, non soltanto etologico, ma ricordare
il rumore di fondo delle origini, per non essere cellula neoplastica
dell’organismo, mutante negativo di una nicchia di ecosistema
il modello di consumo incrementale di risorse non ha futuro
appetibile, non sei un punto di riferimento standard, sei deviante
non rispondi a nessuno dei nostri profili-base di acquirenti
non sei conforme, non sei adeguato per ricoprire quella posizione
non segui il ritmo imposto, non pensi quello che vogliono tu pensi
i numeri con dopo molti zeri pesano di più, nel condizionare
essere onirici e mettere la pietra, nel campo pertinente
e lasciare un’effimera traccia di energie positive verso il bilancio
ma tanto non importerà, ritarderà solo un istante l’inizio del ciclo successivo

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Link:

IO.hum 0.3, beta (II)

IO.hum 0.3, beta (III)

IO.hum 0.3, beta (II)

Il panta rei del flusso di coscienza collettivo
Il grande inganno della conoscenza
i punti fermi delle modellizzazioni matematiche
le consolidate conquiste sociali, delle briciole rimaste
l’ontogenesi che ricapitola la cosmogenesi
delle dissociazioni, prima glucidiche, poi metameriche
lo schematismo riproduttivo associato al nutrirsi
condividono, a tratti
le divisioni sociali, poi etniche, quindi razziali
estendere, senza confini ad n dimensioni
il fine del principio della capitalizzazione di risorse umane
immagini di amicizia scaricate dal web
devono unire riferimenti di origine comune
a testimoniare contingente traccia di sè
la libertà di scegliere quello che è stato già scelto
balza ad occhi distratti da occasioni facili
peluche verdi a seccare differenziali termici
le digressioni ipostatiche originate da scelte prevedibili
le disattenzioni chimiche che frangono il convenzionale
di certe abitudini impresse negli schemi a basso livello
masturbano i neuroni, servono a sedurre
l’arte combinatoria dei possibili eventi
crea diffrazioni frattali di parole
condividere per espandere e contaminare le conoscenze
le migliorie apportabili genicamente all’hardware
le singolarità, le inteferenze, discontinue ad apparire
di non definizioni, quatificabili solo ad anime
i ritmi lenti, il lasciarsi attraversare di dettagli
microrizzonti in empatia col tutto
il feticismo del telecomando del telecomando
l’anglonomia di modelli condivide chiavi
per abbassare il gusto a fattori molto più comuni
le collezioni, tanto per ravvivare un mito spento
il denso secreto delle codifiche linguistiche
interroga gli animi sul darwinismo culturale
attraverso i dissensi di sistema
le cinghie delle trasmissioni televisive
il nostro essere soprattutto software, su memorie labili
democratizzare direttamente
le accumulazioni, prima di tempi cari e restii
la veglia di fronte alla scatola colorata e oppiacea
di ridondanti sessioni, di troppo pochi modelli
il mastello a cui è appesa convincente la bilancia
casualizzando il sistema, bisogna avere un buon generatore
la decostruzuione di tutto ciò che era stato riferimento stabile
la codifica genetica di informazioni, ricordi, schemi mentali
sarà possibile creare e la scienza creò sé stessa, per molto
gli squilli anonimi, esemmeesse tendenziosi, il ping di scambio
chi gioca, oltre ogni limite coi counter
la gestione delle dinamiche di sistemi aggregatori informazione
i dio_di luminosi, spegnendosi, lasceranno un vuoto

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Andrew Lichtenstein – Never coming home. Photographs

Un evento a Milano, la presentazione di un foto-libro di Andrew Lichtenstein. Il lavoro presentato in mostra e’ stato pubblicato nel 2007 nel volume dal titolo Never Coming Home, edizioni Charta. Never coming home documenta, attraverso una nutrita documentazione fotografica, il lato privato della guerra USA in Iraq: il dolore delle migliaia di famiglie americane che hanno perso un loro congiunto in questo conflitto. Il giovane fotoreporter americano, già noto per scottanti reportage che documentano condizioni sociali di degrado nel suo paese, ha ripreso per tre anni il dolore dei familiari di giovani soldati americani che non sono tornati a casa.
Per chi si trovasse a Milano e volesse visitare la mostra, l’inaugurazione è oggi, lunedi’ 22 ottobre 2007 alle ore 18,30 presso la Galleria Grazia Neri, in via Maroncelli 14. L’ingresso è libero.

A questo punto vorrei fare una personale riflessione: a quando una documentaria sulle (decine, forse centinaia di) migliaia di vittime (civili, soprattutto) che ha dovuto patire la nazione irachena? Probabilmente passerà molto tempo, per poterla vedere, visto che siamo sotto la censura militare americana, e chi tenta di realizzare servizi di questo tipo, rischia davvero grosso.

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