
Ero balzo di vita
che lacerava il prato
quando ricadeva
dall’azzurro lontano
Ero piano inclinato
ripido da salire,
se madido di pioggia,
o intriso di fango
Ero percorsi obliqui, centrifuga fuga, evasione emozionale, giro di giostra che torna, e torna di nuovo
***
Sono punta di matita
che si spezza sul foglio
perché non sa evocare
il dolore alle spalle
Sono giorni bradi,
a portare un granello
a riporlo, geloso
nella scatola del ricordo
Sono dono silenzioso, gioia di un progresso, ricerca paziente, regalo di me, di me ancora troppo egoista
***
Sarò calma e pace
e le bianche cicatrici
saranno mie medaglie
adornanti il petto
Sarò calice colmo
di ogni trascorso
sarò onda che vibra
su frequenza sottile
Sarò la mia verità, più luminosa della vostra, guerra, fatta per gioco, e gioco, preso sul serio, per conoscere il senso









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