E’ strano
in fondo è automagico
l’alzare la testa
e vedere in cielo
i corvi del passato
che non dovrebbero esserci
è la diretta conseguenza
di fattori pregressi
[tipo la difformità, l'ovvia unicità
di elementi devianti, l'egocentrismo
ormai fine a sé stesso, vista la soddisfazione
tissutale, l'appagamento endorfinico, la
consolidata posizione sociale, considerati
i precedenti, le attenuanti generiche che
data la moratoria non si rifiutano nemmeno
ai nemici, i modelli di verifica di classe,
le traiettorie tangenti e surreali, il disincanto
dei primi peli bianchi, l'accondiscendenza
del vecchio compagno di merende,
la costatazione che le routine del BIOS
sono bilanciate e funzionali alle prestazioni
del sistema, considerato il peso di 2k
di menti da formare, possibilmente sfruttando
il carisma e l'entusiasmo ancora non del tutto spenti]
si chiede venia, a volte.
lo scarto quadratico medio, infatti
era minimo.
ma alla fine
appare sempre un cigno nero
in mezzo ai cigni bianchi
e non puoi interpolare i dati linearmente
Archivio per la categoria 'progetto'
è strano
Pubblicato 17 Gennaio 2008 apolide , attualità , futuro , hacktvism , informatica , installazione , linux , parole , poesia , progetto , ricordi , surrealismo , ubuntu Lascia un commentoTags: apolide, cadavere squisito, contest, futuro, hacker, parole, poesia, ricordi
facile lasciare andare fuori
Pubblicato 26 Ottobre 2007 apolide , laboratorio , parole , poesia , progetto 5 CommentiTags: apolide, parole, poesia, relazioni
Facile lasciare andare fuori
moti di senso, che non trovi
nei dettagli naturali, o nelle
guglie della trionfante scienza
nelle voci di chi sa
solo chiedere, nella folla
anonima e distratta.
Follia, comoda etichetta
circoscrive recinti per non-uomini
porta d’uscita facile
ma dolorosa, ad esiti.
E raccogliere cocci di sensazioni
distinti dal torpore dominante
e discorsi fatti solo avanti a specchi
d’illudersi, inutile [l'altro fugge, quando hai
poche energie da spendere]
e giorni, e notti a interrogare
l’oracolo interno su quello che parrebbe
avere un senso.
Ma siamo noi, a colorare
i paesaggi stepposi di eccezioni possibili
basta sporgersi dalla conchiglia calcarea
e attentare l’ambiente [esporsi, se arrivano messaggi,
fare brevi approssimazioni, poi attendere ancora]
nuovi gesti sincroni
come paguri spauriti nella danza rituale
reduci da baccanali d’anime
informe azione
Pubblicato 20 Ottobre 2007 apolide , attivismo , attualità , beppe grillo , blog , blogosfera , critica , democrazia , diritti , hacktvism , informatica , informazione , italia , parole , poesia , politica , progetto , rete , sperimentale , vaffanculo Lascia un commentoTags: apolide
No, grazie
non abbiamo bisogno
di altre periferiche di output
del digitale terrestre, che è il fututro
del megaplasma da molti pollicini
finanziato da finanziarie pagate da noi
per trovare la strada di imboccate sistemiche
per dirimere il nodo intricato dei flussi di coscienza indirizzati
ed avere un’auricolare e un video da cui potere soltanto subire
sempre le trite, ritmiche, cadenzate, offuscate distrazioni mediatiche
precotte, architettate ad arte, per intontire le coscienze
Vogliamo nuove inerfacce di comunicazione
per crescere insieme e condividere la condizione digitale
concretizzare il full duplex dell’informe azione
disordinata ma vitale, che stiamo costruendo
per esprimere un parere democratico
e far valere la nostra croce sulla scheda
Gli organismi viventi raggruppati
hanno dinamiche interne autoregolanti
a intelligenza collettiva
lo mostreremo scuotendo
gli sviluppi feticisti
troppo venerandi
avviluppati a chiappe
su comode poltrone
bolle
Pubblicato 17 Ottobre 2007 apolide , bolle , cosmologia , critica , curvatura , hawkins , laboratorio , parole , poesia , post-umano , progetto , sperimentale , tempo , universo 6 CommentiTags: apolide, big bang, bolle, buchi neri, cosmologia, curvatura, elettrodebole, elettroforte, gravità, hawkins, iperspazi, luce, multiverso, parole, poesia, sperimentale, spin, stringhe, universo

Bolle
fioriscono
di gemme, equinozi
dal ramo genitore
ma ne creano altre
figlie inflattive, momenti nulli
eppure tanto densi
da deflagrare
creando ogni (im)possibile reale
incrociato, sghembo
opposto, divergente
e tutti gli altri
che non-conosciamo
o sappiamo sognare
ai nostri livelli di energia.
ergono
nel
nulla
perfette architetture effimere
con dimensioni competenti
ogni (iper)spazio
plastico
all’entità di massa
e al muro, invalicato
della velocità imposta
all’atto del suo parto
nell’urlo di un fotone
elevato al parossistico
scatto tachionico di-grado
che lo fa germinare
un’altra meta-sfera
un’unità (in)finita e parassita
di gocce pulsanti
vite completamente differenti
a spin
carica del nembo orbitale
elettroforte o debole, gravitazionale.
nuovi vagiti
discreti e ininterrotti
solo un istante eterno
dalla fine del tempo del tempo
di un’altro universo
o di un suo semplice
respiro debole
il disturbare
Pubblicato 11 Ottobre 2007 apolide , laboratorio , parole , poesia , progetto , sperimentale 2 CommentiTags: apolide
l’alterazione interattiva
(o nanismo congenito)
e proiettivo dell’io
è controproducente
-Riflette specchi simmetrici infiniti, che guardano cio’ che guardi e lo guardano ancora, più piccolo, e sempre-
ad endorfine surrenali
a fiotti solitari
reiterati
non paga il cumulo
degli attimi
-Penelope autoreferenziata non sviluppa esiti organici o membrane, perpetuando l’impronta genica, ma la disperde-
E grandi là-
-branchi del senso
bisogni consociati
incerti etimi concreti
di coppia che
raggruma e volgarizza
non sa-do(lori)
-E là la morte dei seni, l’abito denaro ciclico, che spegne enfasi, ticket delle gonadi, gettone gettato in fori lignei-
(Tom)maso, il clima
è madido
orga-nizzando (i)smi
io meno di flora toccabile
-ver(ti)gine in chiave di sol, frenetica, schiudimi porte nascoste a scanner, rivelando note fasi del tuo creare ritmico-
Anoressiche grida
con intenso vag(ito)
ina(bile), ac-cogliente
e sconosciuto a te
ogni volta
-Perchè non hai corazza, nemmeno gracile, rimandi i tuoi dividendi ad interim, a Idi, alla fine di Brumaio, il resto (h)a voce-
Ma se verrai
non subito
mi scruterai lo scopo
labili righe di testo
Pubblicato 3 Ottobre 2007 arte e tecnologia , informatica , laboratorio , parole , poesia , post-umano , progetto , rete , sperimentale 10 CommentiTags: arte e tecnologia
disperse in bit nei server
transitano emozioni
tracce impersonali
recitate a soggetto
da sconosciuti proprietari di identità digitali differenti, ed afferenti informazioni proiettive, gesti elettronici, ormai del quotidiano
Caratteri assemblati
quasi a caso
veicolano ancestrali desideri
repressi ad attimi
sfuggite analisi
del poter essere
del divenire
altro, e poi mutare
ancora meta-pelle
Gioco diffuso, nel vivere di rete la perdita del centro, girovagare sparso nelle storie di chi si affanna a emergere improbabili sovresposizioni
Spasmodica lettura
di ovvietà
concretizza esiti gassosi
alimentando il flusso
ridondante di dati
Entropia estesa a relazioni, che impongono al vissuto contatti epicircuitali, fugaci mescolanze transitorie di pulsioni, scambi di visite virtuali
Stimolazioni elettrodigitali
dei sensi, poco sedimentate
fuggitive e ladre
superficiali
E un’aria umida, di notte proto-autunnale, intrusa di finestra, a sigarette, apre narici, socchiude gli occhi, guida la mano
> pulsante avvio
> chiudi sessione
> spegni il computer
> esci
telematica-mente
Pubblicato 2 Ottobre 2007 apolide , arte e tecnologia , informatica , laboratorio , parole , poesia , post-umano , progetto 6 CommentiTags: apolide, arte e tecnologia, parole, poesia, poesia sperimentale
no signor Amministratore
non è stata colpa mia
se ho caricato
la memoria video
all’offset principale
un troiano era attivo
il controller di rete craccato
(la memoria di massa
forse lascerà un solco
ma l’Everest è polvere
sulla troposfera)
le dicevo
ho da poco premuto
lo switch power ON
non ho ancora iniziato
il bootstrap
ed appena ultimato
la sequenza del BIOS
c:\> Fine test di sistema_
se piove
Pubblicato 16 Settembre 2007 apolide , laboratorio , parole , poesia , progetto 2 CommentiTags: apolide, parole, poesia

Se piove
non ci sarà altra
goccia
a
cadermi
adesso
sul capo
che porterà memoria
del pensiero per te
ogni giorno
non
è mai
gioco pari
per gli occhi
della nuova mattina
il vento piega ogni volta in modo diverso
i rami del vecchio ciliegio che sente
più pesante il dovere
ogni marzo
- se non piove molto, i miei cani giocano fuori e sono felici perchè mangiano, vivono e non possono chiedersi questo -
- dopo la pioggia, i bambini, con i loro stivali di fuoco e i cappucci di cielo, sanno trovare l’infinito, in un sasso nell’acqua, e lo guardano attenti diffondere la luce del Sole -
vettori post-umani
Pubblicato 6 Settembre 2007 apolide , arte e tecnologia , laboratorio , poesia , post-umano , progetto , rete , sperimentale 2 CommentiTags: apolide, arte e tecnologia, parole, poesia
Vettori post-umani
entrano sottopelle
come virus di rete
a fascinare menti
connesse e tecnologiche.
Avranno esiti difformi
neoteniche involuzioni
biominerali
traguardo prossimo dei giochi
di chi schiaccia i bottoni
macchinisti e macchinati.
Stabili interfacce
nervano nodi
e intrecciano rapporti
virtuali a rizomi
di silicio e sangue
mescole nuove
del nostro tempo veloce
di flussi telematici.
Inviluppata specie
a rotte sparse
vagisce
nuove essenze collettive
riunite in grafi arborescenti
neurali
a-tolemaici
e gemma vite condivise
effimere al controllo globale
delle memorie di massa.
-E noi-
in fondo a noi distanti
da noi stessi
diffusi
all’incorporeo tutto
terminale
sottopassaggio della metro
Pubblicato 6 Settembre 2007 apolide , laboratorio , parole , poesia , progetto , ricordi , sperimentale 4 CommentiTags: apolide, parole, poesia

Labili impronte
di passi perduti
ombre, distratte
Sole nascosto
Lenti, cappelli e giornali
sfuggono agli occhi
baci di coppie: Ti amo…
-non so più dirlo-
scenario muto, quel luogo
-Memore, taci-
mentre cammini, i tuoi giorni
casuali incontri
tracciano
vite sfiorate un istante
-Scippi un sorriso-
scosti lo sguardo -le sette-
muovi poi il capo
mentre risali
porti un omaggio ai fantasmi


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