La fase neotecnologica iniziata con il dopoguerra trova, con la nascita del computer, un nuovo, forte impulso che si rivela come una decisa accelerazione dell’innovazione tecnica: nascono prima l’elettronica portatile, quindi quella integrata. Seguirà, sul finire degli anni ‘60, l’inizio della rivoluzione digitale e quindi l’avvento dei primi computer per uso personale.
In questo periodo si forma una nuova generazione di artisti, attratti dalle possibilità che erano aperte dall’ingresso in scena dei computer. Tra questi, Myron Krueger.
Videoplace, realizzato a partire dal 1975 e successivamente perfezionato in più riprese, è sicuramente lil suo lavoro più significativo.
E’ uno dei primissimi esempi di realtà virtuale, o meglio di realtà artificiale (come lo definiva l’artista) mai realizzati.
In Videoplace il computer aveva controllo sull’interazione tra il partecipante e gli oggetti grafici sullo schermo. Il computer poteva coordinare il movimento di un oggetto con le azioni del partecipante senza considerare necessariamente i limiti della realtà fisica: se la gravità agisce sul corpo fisico, nella realtà artificiale non riesce a controllare o a confinare l’immagine che avrebbe potuto galleggiare se fosse stato necessario. Questa installazione, col tempo, è stata perfezionata e diversi altri effetti sono stati via via aggiunti.
Quando Videoplace viene mostrata oggi i visitatori possono sperimentare ben 25 diversi programmi o schemi di interazione. Il cambiamento da un programma all’altro, di solito, ha luogo quando una nuova persona si muove di fronte alla telecamera.




Mentre in Europa nascevano le esperienze spazialiste, in USA un matematico artista avviava le prime sperimentazioni di arte elettronica. Si tratta di Ben Laposky.


















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