
- Noi, a noi assenti e un film d’autore -
Morbida la mano sulla nuca
che cerca
e poi ritrae strane curve
a verifiche armoniche smorzate
in bianco e nero di emozioni
senza succo apparente
Postdammer Platz si specchia nello stagno, mesta e solenne. Angeli e demoni bevono birra assieme, Berlino guarda le sue ferite.
Sapere quel perché
che fora il tempo
lo violenta
lasciando sola un’eco
lasciarsi attraversare
zitto
in Apatheia
flussi di sensazioni
leggere ciò che dice
l’aura
- Un letto molle, la testa in grembo -
E’ latte al seno
per la tua bocca asciutta
adesso
ad un confine sfrangiato
di un contatto frammentario
ai sensi ed ai dissensi
voluttuari
mescola piano un bilancio
colloidale
temporaneo e labile
La trapezista si avvolge, lascia il Cielo e le stelle dipinte sul tendone, nel gioco della vita si spegne piano, al tocco con la Terra.
In questo pensarsi
e non sentirsi mai
del tutto
o soprattutto
l’uno dentro l’altra
o insieme
in equilibrio mai afferrato
sospeso a tempo spezzato
e a compromessi dismessi
gli ottanta sono già lontani
privati e disparati
rinchiusi dentro un video
liquido e metafisico
- Il sogno -
Sei un angelo cacciato
le pieghe oniriche
di quelle labbra
vedi incurvare
i suoi annoiati
capricci di velluto
i “se” sconnessi
ad un sentire d’epidermide
e guardi solo un attimo
le tue ali molli di cera
buone ad un tuffo cinematico
da pochi fotogrammi
ma non sei più fante di fiori
dagli orli sdruciti
sorridi al vuoto
ora
Quando il bambino era bambino, gli bastava tendere la mano, per sentire il calore di una mano. E non chiedeva mai il permesso, prima di farlo
Ineluttabile
terrore d’Empatheia
quel marmo è plastico
solo nell’attimo
in cui lo vuoi
vedere in moto
poi muta in rami
e tu ritorni Sole.
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