Archivio per la categoria 'stella'

da te, lontana

lontani, da noi...

Giorni, mesi
a rincorrere
un contatto

Ora, nostalgie

E poi,
quello sfasato essere
a rendere impossibile
lo stringersi,
l’unirsi,
il divenire uno,
di due

Un timore,
un tremore
(di) visi vicini
di corpi quasi fusi,
poi fughe,
suscitate gelosie.

No, non sei lontana
da me…

Da te,
sei lontana,
tu uccidi gli attimi

Sfumi i tratti di una
vita che troppo
veloce lasci
scorrere, alle dita

Toccala, sottopelle
assaporala, al corpo
e all’anima…

Immagina:
battito e respiro,
Cielo e Sole

Guarda da dentro,
il cuore
e dall’alto,
il mondo

Soffio, ti fa
viva e forte,

Ali , fremono
di Luce

Lo devi a te,
dopo, potrai di nuovo amare

tutto, ancora

stella...

Il più splendido dei nostri cieli
è uno spazio terso,
luce per gli occhi
tutto ancora da abbracciare

La più dolce nostra notte d’amore
è un sogno avvinto
noi, a noi
tutta ancora da assaporare

I nostri giorni più in estasi
sono grani di perle,
lunga fila
tutti ancora da inanellare

E ciò che saprei dirti
di più bello,
un fiotto, nel cuore
non ancora l’ho pronunciato

è inutile

notte

Il libro di poesie
sul comodino
la luce fioca
ombrata della lampada
il limbo
che precede
il sonno

Ricordi, vicini e già distanti
ma non bastano
alle dita di una mano
non sono contrappeso
alle parole
non sono schermo
al fare, all’elevare
barriere…
forse, sei sola
anche per questo

Ma se tu non fossi così, se io non avessi agito in quel modo, se non ci fosse stato l’altro, se tu non volessi sempre distruggere ciò che può esserti caro e non cercassi solo realzioni impossibili, oppure indeterminate, da risolvere…

Monti di condizionali
è inutile

Il tuo fuggire
l’infantile combettere
una battaglia persa
di completini sexy

Alternativa che sarà
diversa
e forse lascerà
un mordersi le labbra
insoddisfatto,
certo
il tempo passa
e il mondo è il mondo
ma abortire un amore
svuota il cuore

Sì, tu sei così, ed io già distante, più di duecento chilometri, mille anni luce e un muro di buio, e loro, visi ancora senza corpo, parole nere su bianchi fogli, il cercare sommesso altre vibrazioni

No, non ti sento più
è inutile

è questo che io vorrei

abbraccio

Incontrarsi, sentirsi ancora
cercare di nuovo
quel contatto
prima sfiorato
ed epidemico
dopo, più intimo

Un esultare dei sensi
un vivere l’istante
come se tutto
si arrestasse,
come se
il mondo
si dissolvesse,
un attimo
e dopo,
il tenero calore
di un abbraccio

E’ questo
che io vorrei,
per te,
per me

Appunti da Firenze – 2

tramonto-su-firenze

Assaporare, seduto e immobile
gli ultimi sprazzi
del pigro e lieve
Sole degli Uffizi

L’inverno è tardo, ormai
e sta facendo posto
a giorni lunghi

Fugge il pensiero a te
a noi
al nostro difficile
vivere l’altro
al cercare di trovarsi ancora
con-fusi nell’incontro con la Luce*

[* Un bacio, Stella. sei ancora nei miei occhi...]

viaggio all’origine – 11

flusso di energia...

E avevamo promesso
nell’atto
del lasciarci
che avremmo provato
a cercarci,
e ritrovarci
per riunirci ancora
per sfiorare
di nuovo
quella sensazione
di splendida simbiosi,
per respirare
ancora assieme
sincrono respiro
per pensare
unisono pensiero
ed essere
stesso impulso
stesso perfetto
gesto riflesso
nel quotidiano,
nei mesi,
in una vita intera

in tutte le vite
che avremmo
attraversato
ricordi, Unica?

viaggio all’origine – 10

spin

Eravamo ormai
soli, come
in ogni nascita,
la sofferenza
del lasciare
il nido, che
si fa
lacrima presente,
il vuoto
di una mancanza
che segna
una nuova
ricerca, affannosa,
il taglio
di un cordone,
il separarsi,
per esplorare
l’ambiente attorno
apriva a sè
quel debito
che deve
essere estinto,
infine

il ritornare dopo,
gravidi d’essere
pieni di consapevolezza
esistenziale

viaggio all’origine – 9

reciproca evoluzione...

Sì, noi eravamo
insieme, Unica
nel principio
uniti ad ogni
altra forma
dell’ esistere
di questo
frammento di reale
e all’atto
della cesura
necessaria,
del principio
di quel vagabondare
eterno
per acquisire
conoscenza
del nuovo mondo
che dopo un istante
sarebbe nato,

abbiamo provato
profondo dolore
senso di abbandono
lacerante fitta

eppure sento il tuo vibrare

eppure sento il tuo vibrare

ecco, risuoni in me
ti vedo, con occhi
appena schiusi
come stagliata dietro il
Sole, solo un profilo
appare, e non
riesco a distinguere
i lineamenti,
l’espressione
del tuo volto
o a comprendere
il senso, ultimo
di tutto questo
farsi male,
non riesco
a leggere
le prime frasi
della successiva
pagina, che verrà scritta
dai nostri spiriti inquieti
perché è ancora da voltare

eppure sento il tuo vibrare
fioco, ma mi risuona, dentro

raccogliamo i nostri cuori,
sono in terra, sono impolverati

riprendiamo ad essere sincroni,
muovi un gesto tu
ed io lo stesso,
assieme,
piano

sì, ricominciamo questa lenta danza

viaggio all’origine – 8

scambio di energia

Eravamo anime riunite
io ero parte di te
e tu di me, Unica
ci specchiavamo,
nella fusione che
era allora stabile,
noi due avevamo,
come immagine
due livelli quantici
perfettamente integrati
ed assonanti
intimamente armonici
saldamente uniti
da non potersi
distinguere
l’uno dall’altra
in perenne danza
ondulatoria,

eravamo
in continuo moto
scambiandoci, ritmici
centro di rotazione
ed equilibrio,
scambiando
vicendevoli, pesi
e ruoli,
in armonia perfetta

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