Appunti su Basquiat (I^ parte)

Basquiat

Come è a volte accaduto per altri artisti morti giovani – da Janis Joplin a Jimi Hendrix – sembra che una forza autodistruttiva si sia accompagnata inseparabilmente all’espressività creativa. Jean-Michel Basquiat, unico maschio dei tre figli dell’haitiano Gerard Basquiat e Matilde Andradas, nata da genitori di origine portoricana, inizia a manifestare interesse per il disegno fin da quattro anni, ispirato dai cartoni animati televisivi.
Un amore per l‘arte trasmessogli dalla madre, la quale lo accompagna spesso nei musei di New York, mentre il rapporto con il padre fu sempre conflittuale. Nel 1968 viene investito da una macchina e gravi lesioni interne obbligano i medici all’esportazione della milza. Durante il periodo di degenza di un mese al King’s County, la madre gli regala un libro di anatomia di Henry Gray, che lo influenzerà molto.

incidente auto

Quando Jean-Michel ha sette anni i genitori Matilde e Gerard divorziano.
Nel 1976 Jean-Michel inizia a frequentare la City-as-School, situata a Manhattan e destinata ai ragazzi dotati a cui non si addice il tradizionale metodo didattico.
Proprio là, nel 1977, quando ha 17 anni, stringe amicizia con Al Diaz, e i due iniziano a graffitare per le strade di New York firmando con l’acronimo di SAmo (SAMe Old shit). Scrive anche poesie insieme a giovani writer e, poiché intanto era scappato da casa, disegna magliette e cartoline per guadagnarsi da vivere.
Andy Warhol un giorno ne comprò una e da allora Jean-Michel decise che sarebbe riuscito a conquistare il padre della Pop Art. L’ispirazione gli viene da un mix di elementi colti tratti dai libri e di elementi tratti dalla strada.
Libri di archeologia, arte, scienza, ma anche dai suoi romanzi preferiti, come I Sotterranei di Kerouak e La scimmia sulla schiena, di Burroughs.

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Una corrente letteraria e culturale fiorita negli anni Cinquanta negli Stati Uniti, caratterizzata da una netta posizione di protesta nei confronti della società conformistica del secondo dopoguerra: una generazione stanca, battuta, senza la speranza di poter lasciare qualcosa al mondo contemporaneo. La Beat Generation nasce dall’incontro di alcuni giovani tra cui si crea uno straordinario e incredibile legame. E’ un gruppo di amici che contribuisce a dare vita a movimenti pacifisti, altri per i diritti civili e altri ancora per le libertà sessuali.
Hipster,è l’esistenzialista americano, il “nero bianco” che assume la vita, della gente di colore che è al di fuori delle istituzioni bianche – che cerca piaceri da provare nell’attimo presente. Quindi violenza, sessualità, apoliticità e rifiuto di ogni moralità. Beat, è il giovane intellettuale deciso a far sentire la sua voce, accanito ricercatore di verità nella marijuana (lo hipster utilizza l’eroina), nel misticismo, nelle filosofie orientali, nel sesso e nelle lunghe improvvisazioni del be-bop.
Entrambi sono accomunati dal be-bop di “Bird” Charlie Parker. La coppia Basquat-Diaz, si scioglie nel 1978 affiggendo ai muri di Manhattan l’annuncio “SAMO IS DEAD”. Da quel momento in poi Basquiat non utilizzerà mai più il nome SAMO
Diventa cliente fisso dei due Club più esclusivi nella scena socio-culturale di new York: il Club 57 ed il Mudd Club, frequentati anche dallo stesso Warhol, da Madonna e da Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte di Basquat. Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Time Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti, alla quale farà il suo formale debutto newyorkese anche Keith Haring.
Il 3 agosto 1980 suona per l’ultima volta al Mudd Club insieme al suo gruppo “Gray”. Sempre lo stesso anno, Glenn O’Brian lo sceglie per interpretare se stesso nel film-documentario New York Beat, che uscirà nelle sale solo nel 2001 con il nome di Downtown 81. La gallerista Annina Nosei gli offre di lavorare nel suo scantinato,dove non mancano droghe di ogni tipo e la musica jazz ad alto volume.
Ormai è famoso, è esploso il “caso Basquiat”e le sue opere, anche una al giorno, vengono vendute per 10.000 $.
È l’effetto di un vero e proprio boom vissuto dal mercato dell’arte, di cui furono protagonisti galleristi che erano anche mercanti e indirizzavano il lavoro degli artisti. Oltre all’anatomia, ai libri e alla strada, una costante fonte di ispirazione fu per Basquiat il mondo dei fumetti, dal quale trasse non tanto gli elementi grafici, quanto lo spirito narrativo: è l’occasione per narrare con occhi infantili l’epica lotta tra il bene ed il male.

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Di Leonardo, Basquiat ammirava i disegni anatomici raccolti in un’ampia monografia che circolava allora negli Stati Uniti.
Qui il volto della Gioconda è al posto di George Washington nella banconota da un dollaro.

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Fonte principale del testo di questa scheda è wikipedia . Le immagini sono state raccolte nel web.

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  1. #1 di 45LOVER il 6 settembre 2007 - 19:05

    big up

  2. #2 di apolide il 6 settembre 2007 - 19:37

    N2ne’ ti ricambio subito la visita su
    myspace… n2nell45lover finalmente ho l’indirizzo del tuo blog.

    Visitato…

    cia’

  3. #3 di m25 il 26 giugno 2009 - 11:48

    6 in grande……e qll ke mi serviva

  4. #4 di apolide il 26 giugno 2009 - 21:45

    Felice di esserti stato utile… veloce la tua scrittura, eh? 😉

    Apo

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