Appunti su Basquiat (II^ parte)

La prima mostra personale di Jean-Michel avviene nel marzo del 1982 a Modena e, contemporaneamente a New York nella galleria di Annina Nosei, riscuotendo apprezzamenti da parte del pubblico e dei critici.

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È di questo periodo anche l’ossessione per la morte testimoniata dalle tante figure scheletriche e dai volti come maschere.
Allusione ad una ritualità primitiva ed arcaica che vuole atterrire l’avversario.
I teschi di Basquiat infatti non sono mai inespressivi, a metà tra il teschio e la maschera tribale, si ispirano alle radici della cultura afroamericana per esprimere aggressività, rabbia, ribellione.

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I temi preferiti sono la regalità, l’eroismo, la strada
La sua vocazione letteraria si esplica nella creazione di leggende ispirate alla musica, alla medicina, ad eroi del fumetto e dello sport, ma anche a frammenti della Bibbia.

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In quest’opera, sempre dedicata a Charlie Parker, compare, oltre a ornithology (titolo di una sua composizione) anche il nome di Dizzy Gillespie, l’altro grande che suonò spesso con Parker, e le parole ear e alchemy, che alludono alla fusione e improvvisazione tipiche del jazz.

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Nel 1983 una mostra al Whitney Museum lo consacra nell’arte “ufficiale”.
È questo un anno di vitalità straordinaria per l’arte, favorita anche dal mercato “drogato “ tipico di quegli anni ’80.
Alla fine dei ’70 a Soho gli affitti erano bassi, così i loft degli artisti si moltiplicarono e poterono soddisfare le richieste di investimenti provenienti dai rapidi guadagni che si realizzavano nelle borse internazionali.
Nel 1983 Basquiat stringe una forte amicizia con Andy Warhol, il quale lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte mondiale come fenomeno emergente.
È un vero e proprio rapporto padre – figlio: Andy ritrova la vena creativa e Jean Michel cerca autodisciplina.
Nel 1984, insieme ad Andy Warhol e Francesco Clemente inizia una serie di collaborazioni, di dipinti a “sei mani” commissionategli da esterni. A scopo artistico personale dipinge un altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile l’ apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe.

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Michel è sempre più “dipendente dal mercato”
Eccede nell’uso delle droghe e diventa tossicodipendente ma né Haring né Andy riescono ad aiutarlo. I disturbi psichici che ne conseguono sono frequenti paranoie che, con il tempo, lo porteranno a pensare di essere sfruttato dai commercianti d’arte e dallo stesso Warhol, che abbandonerà per questo motivo.
Nel 1985, all’apogeo della fama, inizia la caduta che si manifesta anche come decadimento fisico. Ormai è in perenne lotta con i suoi fantasmi: droga, solitudine, paura di non essere più famoso.
Dopo l’esposizione delle opere con Warhol la critica diventa più fredda nei suoi confronti e Basquiat accusa di questo Mary Boone, la sua gallerista.

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Quando nel 1987 muore Andy Warhol, al quale era rimasto attaccatissimo, ormai Basquiat vive confinato nel suo studio.
Muore il 12 agosto del 1988 per una overdose da eroina, a soli 27 anni.
La stessa sorte toccherà due anni dopo all’amico Keith Haring che lo accompagnò nell’ultimo viaggio al cimitero di Greenwood a Brooklyn.

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La prima parte di questa scheda la potete trovare qui.

Fonte principale del testo di questa scheda è wikipedia . Le immagini sono state raccolte nel web.

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