caduto, col viso per terra

La polvere
morde la bocca
sconnesso a ricordi
l’estate perenne e insistente
distratto allo sguardo di madre
distante da kasbe, la casa
perduto da adesso alla vita
le gambe distese di scatto
le mani contratte nel gesto
la piaga assurda alla nuca
dell’odio alieno e iniettato
che noi non vogliamo
la maschera scarna
ancora si chiede il perché
scolpito e gelato
nel vuoto degli occhi
sarai traghettato per mille barili
elemosina del Presidente
e poi scomparire
onore di armi
al pianto dei dei giorni
sommesso e indistinto

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