Mira Calix a Pollinaria

Musica che rompe gli schemi, che non osserva -volutamente- una ritmica prestabilita. Sarebbe mglio definirla “paesaggi sonori”, o soundscapes. Un gran bel concerto, ieri sera. Sonorità memori delle grandi savane africane e dei loro canti popolari, come della tradizione sinfonica e corale occidentale. Dissonanze incrociate, sovrapposte, intersecanti, variazioni tonali di suoni e voci campionati. Un risultato che non è mai algido, come invece potrebbe accadere in un’esperienza di ascolto di musica elettronica.

L’apertura di un evento abruzzese, a Civitella Casanova, ai margini del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: Pollinaria. Un concerto di un’ora, che è un viaggio attraveso i continenti e il tempo. Che è un fluido scorrere di emozioni.
Un vernissage semplice, in un casale ristrutturato: una sala dalle bellissime volte a crociera immersa nella penombra, un retroproiettore, una console e Chantal Passamonte: sangue italiano, origini sudafricane, un presente british con la Warp Records come Mira Calix. Sicuramente un’artista impegnativa, ma che sa ripagare l’attenzione dello spettatore con sensazioni particolari, uniche.

La Warp è specializzata in musica elettronica ed è la stessa etichetta che produce Aphex Twins, ma la Calix è tutta un’altra cosa… Mira non disdegna i suoni di sintesi, ma li sa miscelare con elementi “organici”, in modo originale ed elegante. E’ sua una recente produzione basata su versi di insetti campionati.
Chi ha gradito l’ascolto di artisti come Brian Eno, Laurie Anderson o David Silvian non può negarsi l’esperienza di conoscerla.

Qui il suo Space, dove potrete apprezzare alcuni contenuti video e audio.

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  1. #1 di lilith il 8 ottobre 2007 - 01:44

    E’ molto brava, Mira Calix. La musica nel suo space è davvero stupenda. Grazie.

  2. #2 di bippy il 8 ottobre 2007 - 12:53

    Mi hai incuriosito, l’avevo sentita già nominare, mi piace la sperimentazione e le innovazioni; credo che approfondirò questa conoscenza, come ultimamente mi è stata segnalata Petra Magone (moglie di Stefano Bollani) che canta per sola voce e violoncello, una “musica nuda”.Ciao e grazie,^:^

  3. #3 di apolide il 8 ottobre 2007 - 13:03

    @bippy: La musica di Mira può essere tranquillamente accostata a realizzazioni più classiche, come quella da te indicata (non conosco la Magone, ma conosco Bollani, il più importante musicista jazz italiano). Il principio è -apparentemente- semplice: se la musica è realizzare dei suoni con uno strumento, questo principio può essere esteso a qualunque suono, sia esso la voce (di un coro un cantato realizzato apposta per il brano, oppure campionato), o il verso di animali. Parte da qui, e poi, semmai, aggiunge dei suoni di sintesi. Per questo la sua musica non è mai fredda…

  4. #4 di fiak il 8 ottobre 2007 - 22:24

    mi sa che siamo coreggionali

  5. #5 di apolide il 9 ottobre 2007 - 00:11

    Ehi, fiak, non dire di dove! 🙂

  6. #6 di mimhe il 9 ottobre 2007 - 11:54

    …sembra interessante, ho ascoltato lo space…pare minimal-ambient dal sapore molto etno…

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