Mostra su Warhol ad Amsterdam

Quarant’anni dopo la prima grande mostra europea di Andy Warhol a Amsterdam, il museo De Stedelijk apre un importante evento, per fare nuova luce sull’opera del grande artista.

Oltre a classici ormai consacrati, come i ritratti di Marilyn, di Mao e la zuppa Campbells, la mostra vuole aprire una quasi inedita finestra sulla produzione wharoliana di video (ne sono esposti 27) per rivelare l’anima concettuale del suo lavoro. E’ stato lui a predire che chiunque avrebbe potuto avere i suoi quindici minuti di fama, anticipando di decenni fenomeni di massa come i reality, o YouTube. Ed ha prodotto video il cui livello tecnico quasi amatoriale fa da cornice a un’impostazione di ricerca, nella concezione dell’opera.

Nella sua arte, Andy Warhol (1928-1987) ha fuso il pubblico con il privato ed il glamour con la vita di tutti i giorni. La sua opera di perversione, di “abbassamento” dei canoni estetici ha fatto collidere interpretazioni antitetiche e rimescolare le concezioni dell’arte di strati sociali differenti. Culto dell’individualità, voyeurismo e mondano, accostati e fusi con elementi delle sottoculture urbane. Questo, in fondo, era la Pop Art. E forse non ce ne siamo resi conto fino ad adesso, perchè gli esiti dell’operazione di Andy Wharol sono ormai entrati a far parte dell’inconscio collettivo.

Il video è tratto da The life of Andy Warhol, un film che riprende frammenti del quotidiano dell’artista, girato nel 1965 su pellicola super 8, con montaggio sequenziale di brevi flash intervallato da quadri testuali di commento. La traccia sonora è interamente composta da musica dei Velvet Underground, il famoso gruppo di Lou Red, lanciato da Warhol.

 

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  1. #1 di fiak il 12 ottobre 2007 - 19:14

    Sarà strano ma quest’estate a Pescara sono stato ad una mostra di Warhol con la famosa Marylin, il famoso Mao e la zuppa. Vado a Praga e trovo alloggio di fronte ad una mostra di Warhol, immagino con le solite famose cose. Ora mi sorge una domanda: Non è che stiamo andando verso una cultura massificata?

  2. #2 di apolide il 12 ottobre 2007 - 20:13

    In effetti la corrente filosofica cui fai riferimento non è tenera con Warhol. Marcuse diceva che Warhol massificava l’arte…e se Warhol massificava, almeno lo faceva a viso aperto, non come certi teorici rivoluzionari che poi si sono venduti per una poltrona e un ricco compenso.

    Secondo te “pervertire” un qualcosa come l’arte, che per secoli è stato relegato nei musei e riservato alle elite, e “abbassarlo” a livello popolare, di modo che chiunque possa possederne un pezzo, non è un atto positivo, che rimescola le carte?

    Anch’io avrei potuto risponderti (da te, di là) che Marcuse, pur essendo uno dei teorici fondamentali del ’68, non ha poi trovato moralmente criticabile fare uno studio sul movimento per conto della CIA…Leggi qui…

    Bisogna guardare sempre dietro o sotto le cose che ci propinano, scavare, cercare…

    a rileggerti

  3. #3 di fiak il 12 ottobre 2007 - 22:28

    Io non adoro l’arte nei musei, la preferisco nelle strade. Tra l’altro adoro i nuovi movimenti, tipo quelli di recupero spazi inutilizzati per esposizioni artistiche, e tutta l’arte contemporanea, lo stesso Warhol l’ho visto 2 volte.
    Il problema non è abbassare l’arte al livello popolare, casomai il problema è la riproduzione. Credo che del ritratto della Monroe ne esistano 256 copie, la domanda è: sono 256 opere d’arte, oppure è un opera d’arte che è stata riprodotta 256 volte?

    Per quanto riguarda Marcuse non mi pongo il problema se lavorava per la Cia o per il 68, e neanche se lui credeva nei suoi scritti. I suoi scritti sono lì, a nostra interpretazione, io non cerco il mito Marcuse o l’uomo Marcuse, propongo e rifletto sulle sue parole.

  4. #4 di apolide il 13 ottobre 2007 - 04:19

    ti propongo un link riferito a un libro che, se si vuole affrontare la problematica del rapporto tra arte e mercato che tanto ti interessa, potrebbe essere adeguato…ci troverai anche notizia dell’obsolescenza (sotto molti aspetti) della scuola francofortiana. Non sotto l’aspetto analitico -me ne guarderei bene dal dirlo- ma sotto l’aspetto tissutale che ha originato il ’68. Borghesoide e gattopardiano. Figliodeifiorimaconisoldidipapà. Una finta. L’ennesima.

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