Joy division – She’s lost control

Una scheggia della colonna sonora di ieri sera. Una riesumazione dark, o meglio post-punk: i Joy Division . Icona rock della fine dei ’70. Un suono gelido, geometrico, che sembra rimbombare nel vuoto, scandito dagli echi della chitarra e da ritmi semplici e pulsanti. Chissà cosa ci avrebbero fatto ascoltare, se avessero continuato a incidere.
I testi rispecchiano un’interiorità tormentata. Ian Curtis era un poeta, prima di diventare il solista dei Joy. E si vede… Anche se poi non ha retto il successo, e alla fine anche lui “ha perso il controllo” e si è impiccato…

Musica da prendere a piccole dosi, ma ogni tanto anche un goccio di estratto di belladonna fa bene. Al cuore…

She’s Lost Control

Confusion in her eyes that says it all –
She’s lost control
And she’s clinging to the nearest passer-by
She’s lost control
And she gave away the secrets of her past
And said “I’ve lost control again.”

And she turned to me
and took me by the hand
and said “I’ve lost control again”
and how I’ll never know just why
or understand
She said “I’ve lost control again”
And she screamed out, kicking on her side
And seized up on the floor –
I thought she’d died
She said “I’ve lost control again”
She’s lost control again –
she’s lost control

Well I had to phone her friend
to state her case and say
she’s lost control again
And she showed up all the errors
and mistakes
and said “I’ve lost control again”
But she expressed herself in many
different ways
until she’d control again
And walked upon the edge of no escape
and laughed “I’ve lost control again”
She’s lost control again,
she’s lost control (2)

Lei ha perso il controllo

Dice tutto la confusione nei suoi occhi
Ha perso il controllo
E si aggrappa
Al passante più vicino
Ha perso il controllo
E svelava i segreti
Del suo passato
E diceva: ho perso di nuovo il controllo
E di una voce che le suggeriva
Quando e dove farlo
Disse: ho perso di nuovo il controllo

E si voltò e mi prese
Per mano e disse:
Ho perso di nuovo il controllo
E non capirò mai né saprò
Come e perché
Disse: ho perso di nuovo il controllo
E gridò
Dando in escandescenze e disse:
Ho perso di nuovo il controllo
E inchiodato al pavimento
Pensai che sarebbe morta
Disse: ho perso il controllo
Ha perso di nuovo il controllo

Così ho dovuto telefonare
A un’amica sua per spiegarle il caso
Dicendo che aveva di nuovo perso il controllo
E lei mostrò tutti
Gli equivoci e gli errori
E disse: ho perso di nuovo il controllo
Eppure sapeva esprimersi
In molti modi differenti
Finché perse di nuovo il controllo
E camminò sull’orlo di un vicolo cieco
E ridendo disse: ho perso il controllo
Ha perso di nuovo il controllo

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  1. #1 di baby il 16 luglio 2008 - 09:59

    Con quasi un anno di ritardo le rispondo.
    Per cominciare vorrei parlarle non da fan, bensì da opinionista, così da non sfociare nella banalità.
    Il “gelo” di cui parla lei quando esprime la sua riguardo il suono caratterizzante i Joy Division, è molto più profondo di quanto probabilmente lei creda. Anche nella lyric che lei ha qui sopra riportato si legge a pieno la soffereza del sentirsi inermi di fronte ad un evento angoscioso. E la voce del gruppo calca con un distacco apparente questo sentimento. Un distacco simile a quello di un estraneo che osserva gli eventi dal di fuori, ma che in realtà non può che essere coinvolta vista la ripetitività della frase “Ho perso di nuovo il controllo”, che usa come fosse un pensiero fisso, qualcosa che egli stesso avrebbe voluto evitare senza sapere come. Come se ripetendo più volte la frase potesse raggiungere una soluzione. Come anche quando egli dice “E si voltò e mi prese per mano e disse:…”. In quest ultima riga lui è completamente dentro l’evento, inerme.
    I ritmi, tutt’altro che semplici (poi semplici rispetto cosa? Rispetto chi?) echeggiano in un tuttuno con la sua voce, sottolineandone l’angoscia.
    Poi i Joy Division diventano i New Order, a segiuto di un patto tra i quattro Joy DIvision precedente la morte di Ian Curtis. E a questo proposito, quando parla del suicidio di Curtis…come mai lo attribuisce al successo? Su che basi? Mi scusi, ma su questo particolare non possiedo informazioni precise. Dove le ha trovate? O è solo una sua supposizione?
    In ogni caso grazie per aver riportato tra noi i padri di U2 e tanti altri grandi!

  2. #2 di apolide il 16 luglio 2008 - 15:05

    Sono d’accordo quasi in tutto con te, baby. La ripetizione ossessiva dell’esclamazione sottintende un’ossessione, e tutto, in questa lirica, esprime alienazione e dissociazione dal reale. E’ questo che ne fa un capolavoro.

    I ritmi sono senza dubbio metalllici, semplici e rarefatti, se posti in relazione con la quasi coeva chiassosità di gruppi come i Clash o i Sex Pistols, non trovi? La batteria elettronica ha un ruolo fondamentale, in questo.

    In merito alla morte di Curtis… io li seguivo, ai tempi, avevo diverse cassette con la sua musica e leggevo le news musicali sulle riviste specializzate. L’ipotesi che Curtis si sia suicidato a causa dello stress da successo fu riportata, se non sbaglio, in un articolo di commemorazione di poco successivo alla sua morte, da Rockerilla o forse da Mucchio Selvaggio, non ricordo. Ad ogni modo Ian si impicco’, e morendo passò nel mito.

    PS spero ti sia soffermato/a anche sugli altri contenuti del blog, che tratta di arte e poesia, e che li abbia graditi.

    ciao

    Apo

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