niente amore, niente lacrime

niente amore
niente lacrime
gli occhi
sono una sorgente
disseccata
e le mani
muovono inquiete
dita solitarie

nessuna luce
dalle crepe
del muro
il corpo
è abbandonato
avvolto da un
lenzuolo madido

i ricordi
sì, quelli scorrono
discontinue chiazze
e riportano
a tempi differenti
a situazioni lontane

vicino al buio
silenzioso, incombe
il distacco
davanti al varco
che allontana
la mente
dalla coscienza
un secondo prima
l’abbandono del sonno

Apolide

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  1. #1 di greta il 23 luglio 2008 - 17:11

    l’inconscio si insinua tra le pieghe simmetriche di questa poesia, ne è il contorno, la linea che si misura attraverso le increspature dell’ombra.
    Ci hai abituato spesso ad uno stile più prosastico, dove l’inconscio sembra assuefarsi all’interno di un personale, tecnologico (attuale) flusso di coscienza. Qui il flusso è fatto di visioni, semplici quanto enigmatiche.

  2. #2 di apolide il 24 luglio 2008 - 21:14

    E’ dedicata a una persona, che non conosco.

    Apo

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