la fine della pioggia

pioggia me bambino

Un’eco in me,
nelle mie orecchie,
ripetuta cantilena
nenia dolce, che
disvela un passato
rivissuto
l’assaporare, attimi distanti,
solenni celebrazioni,
riti misterici bambini
di quando
i piedi in stivali di fuoco,
la testa in cappuccio di cielo
attendevo la fine
della pioggia
d’estate, nei campi
e già sentivo quell’odore
di fieno umido
sognando l’istante
in cui, libero,
avrei sguazzato pozze,
avrei sentito,
correndo prati,
cedere la terra,
umida e feconda
sotto il mio giovane peso

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  1. #1 di bippy il 28 febbraio 2009 - 07:54

    Questa tua poesia è una delle mie preferite.E’ davvero compiuta,

  2. #2 di apolide il 28 febbraio 2009 - 14:06

    Felice di rivederti tra le mie pagine, Simo…Sei sempre la benvenuta. E grazie!

    Adonai

    Apolide

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