In certe notti


In certe notti assenti,
il corpo stenta
a dare spazio
al nido del riposo,
la luce antipode,
negata a sguardi
non può arrivare

La mente, corre,
fruga, tra le pieghe
le vie possibili,
futuri a divinare,
faglie d’oblio,
dentro porti di nebbia
a cui si approda soli

A volte, l’anima
riflessa in sè,
nell’immobile mare
dell’io, interroga
distante, l’alba
a venire, cercando
un molo, tra flutti
d’inconscio collettivo

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  1. #1 di mukele il 16 giugno 2010 - 13:02

    Purtroppo, ahimè, all’inconscio collettivo odierno bastano i fondoschiena femminili di onnipresenti varietà televisivi.

  2. #2 di apolide il 16 giugno 2010 - 14:04

    La tele è nettamente colpevole del degrado culturale…ma come batterla? Anche se passivizzante, è immediata.

    Apo

  3. #3 di mukele il 16 giugno 2010 - 14:13

    C’è un modo. Visto che la gente è stata lobotizzata in modo che potesse recepire solo alcuni tipologie di messaggi, ebbene usiamoli anche noi,no?
    Fino a che continuiamo questo infantile gioco delle poesie scritte (e scritte come si faceva secoli fa) perchè stupirsi che la gente non capisca e quindi non legga.
    Il mondo della lettura è morto, basta prenderne atto e riniziare da capo con un diverso modo di concepire la poesia.
    So che questo urterà molti, ma… tant’è. Non abbiamo scelta se non adattarci o continuare a recitare imperterriti questa commedia di “belle statuine”.
    Scusa lo sfogo. 🙂

  4. #4 di apolide il 16 giugno 2010 - 14:19

    Stavo pensando di iniziare a video-poetare, aprendo anche su YT. Lascerei un contenuto testuale, ovviamente, ma affiancato a media più moderni, come l’audio/video. La presenza di più media invita il lettore lobotomizzato a farsi ascoltatore, ruolo a lui più congeniale… Non ho trovato, almeno tra noi italiani, nessun grande spunto o riferimento, purtroppo siamo un po’ provinciali, in questo.

    Apo

  5. #5 di mukele il 16 giugno 2010 - 14:27

    Allora unisciti al gruppo che cerco di formare. Vieni a discuterne sul blog. Se vuoi sarei onorato di daverti fra gli autori.
    Purtroppo ho visto cose molto approssimative riguardo la videopoesia. Occorre studio. Occorre padronanza delle nuove tecniche, che raramente i poeti moderni hanno, chiusi spesso come sono a “diverse” esperienze.
    Io ho lasciato la penna tempo fa – procurarsi il pane con quella era impossibile. Ho dovuto fare l’informatico, ma adesso l’antica passione rinasce.
    Occorre a mio avviso che ai poeti si saldino i tecnici audio e video, i programmatori e i digital-artists ovvero tutte quelle che, come me, pur avendo la poesia nel sangue, hanno dovuto abbandonarla per un lavoro che consentisse loro di tirare avanti.
    Se sei interessata quindi, Ti pregherei di partecipare.
    Grazie.

  6. #6 di apolide il 16 giugno 2010 - 14:32

    Ahahah…mi hai scambiato per donna? Non sei il primo. Ad ogni modo… Ciao, Enzo, lieto di conoscerti. Aderire a un blog collettivo?. Ma non si duplicano i contents, in questo modo? Ok, dai, ne parliamo da voi.

    Apo

  7. #7 di mukele il 16 giugno 2010 - 14:33

    C’è bisogno che i poeti capiscano le possibilità di cose come “flash”, database e interazione. Sento parlare di ipertesto da anni. Quello che ho visto è informaticamente infantile e poeticamente deludente.
    Senza un gruppo coerente, in cui ciascuno sia disposto ad imparare dal compagno, ad essere umile ed accettare di riniziare da capo, non potrà sorgere niente di valido.
    Altrimenti sarebbe come se, una volta scoperta l’energia elettrica, la si adoperasse solo per addobbare l’albero di natale.

  8. #8 di apolide il 16 giugno 2010 - 15:18

    E’ ovvio che un nuovo media viene usato alla maniera del suo predecessore, all’inizio, ma non credere che tutti, qui su WP, la pensino in funzione della carta…

    Dai uno sguardo a IO.hum, come ti scrivevo è un lavoro per macchina.

    Poi ti rimetto su una pagina, che avevo messo in secondo piano, di un contest che ho organizzato qui su Parole e immagini: Cadavere squisito, un lavoro un po’ surrealista, del 2008.

    Un istante e la rimetto visibile.

    Apo

  9. #9 di mukele il 16 giugno 2010 - 15:43

    Ok, vedo e poi ti dico cosa ne penso

  10. #10 di mukele il 16 giugno 2010 - 15:47

    visto. Permettimi di essere un po’ brusco. “cadavere squisito” è una vera idiozia come progetto. Randomizzare dei versi spediti da parte dei lettori è davvero stupido scusa.
    Che poi la musica si aggiunga dopo ancora più insensato.
    Per quanto riguarda IO.hum, vedo solo rimasticature d’avanguardia stile ‘900.

  11. #11 di apolide il 16 giugno 2010 - 15:54

    Pensa che ne volevamo fare un sito fruibile da web… Pensa alla poesia dei pacchetti TCP, pensa la fascino del loro viaggio e al fatto che prendono strade diverse e vengono da punti diversi, pensa alla poetica dell’errore, che blocca la macchina ma che innesca nell’uomo un’emozione, un sentimento.

    Certo che Io.hum è di sapore 900esco. La poesia dadaista. Ma Bréton doveva tagliuzzare il giornale, per ottenere materiale per la sua lirica, mentre il computer attualizza questo processo in modo automatico, ma sempre diverso.

    Bé, hai smontato i miei lavori “d’avanguardia”. Ora aspetto di vedere qualche tua idea … 🙂

    Apo

  12. #12 di mukele il 16 giugno 2010 - 16:04

    Abbiamo idea di cosa significhi davvero un ipertesto? Di cosa potrebbe essere uno scritto in cui l’utente possa interagire? Io è di questo che voglio discutere.
    Io di poesie con pulsanti non ne vedo ancora 🙂

  13. #13 di mukele il 16 giugno 2010 - 16:08

    Scusa se sono stato brusco. Quei lavori magari avevano il loro senso anni fa. Io dico solo che oggi appaiono superati. Dico che il lavoro che ho in mente non è semplice né tantomeno possibile ad un singolo. Troppe competenze. Se no si fa la solita poesia con powerpoint e la musica “strappacore” e la si ritiene anche poesia digitale.

  14. #14 di apolide il 16 giugno 2010 - 17:46

    Leggevo il tuo articolo. L’idea è pazza, ma mi piace.

    Apo

  15. #15 di mukele il 16 giugno 2010 - 18:09

    Oltre che pazza è anche dannatamente impegnativa, sia dal punto di vista informatico che poetico, ma a me piaciono solo le cose difficili 🙂

  16. #16 di annamundi il 17 giugno 2010 - 16:01

    questa tua poesia… un poco te la invidio 😉 … bravo, davvero bravo.

  17. #17 di apolide il 17 giugno 2010 - 17:45

    Essere invidiati da una penna (anzi da un’artista multiforme: torno dal tuo blog) come te è un onore…

    Apo

  18. #18 di annamundi il 18 giugno 2010 - 22:10

    arrossita 😉 … grazie

  19. #19 di apolide il 19 giugno 2010 - 18:37

    Di nulla…tornerò a trovarti.

    Apo

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