certe cose, io amo, di te…

mano nella mano ombra

Certe cose, io amo, di te,
più di un’ode carnale di Pablo
che scalda il sangue e dipinge il corpo
come in un quadro di Matisse
e ti fa vivere un amplesso
come se fossi intriso nel mondo:

E’ il tuo abbandono, che ti fa’ donna
e cavità che mi sa accogliere
è la pazzia temporanea dei sensi
che tu riesci sempre a evocare

Certe cose, io amo, di te,
più del frusciare di foglie tra i rami
quando il vento, musico assorto
va ad orchestrare note sommesse,
in mezzo agli alberi del bosco,
ipnotizzando il mio sentire

E’ la tua voce, quando tu scherzi
dolci dettagli, pronunci bambina
mi fai sentire, anche solo un istante
centro indiscusso del tuo universo

Certe cose io amo, di te,
più di un sole che buca le nubi
e diffonde i suoi raggi al tramonto,
come un anticipo di trascendenza,
lì, a dimostrare che esiste qualcosa
oltre materiche illusioni:

E’ il tuo fuggire, per poi tornare
il tuo seguirmi, se mi allontano
come di un’onda, che si ritrae,
ma torna ancora, carezza la breccia

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  1. #1 di poetyca il 8 agosto 2010 - 11:36

    Parole che dipingono il sentire sensibile,
    il farsi accogliere e vivere in profondità le sfumature dell’arte, il canto alla vita e i toni evocativi che vanno oltre le parole.

    Una Donna è capace di condurre oltre la ricerca interiore, oltre la bellezza dell’arte per essere anima bambina che sa intrigare con gesti e voci, che sanno delineare la figura della Dea che diviene terra e nutrice per offrire la vita e la gioia dei sensi.

    Un Uomo che sa vedere questo, che non subisce il timore o la frustrazione perché non si sente degno o trasforma in antagonismo il Sentimento dell’Amare è un uomo che collabora con la Vita e si inebria del suo mistero.

    La tua poesia è molto bella e sa raffigurare quella ricerca e riconoscimento di come su diversi piani – più materico e più sublimato – ogni percorso conduce dalla ricerca della fusione degli opposti alla realizzazione con l’Uno.

    Un sorriso
    Daniela

  2. #2 di apolide il 8 agosto 2010 - 14:31

    Daniela, il tuo commento mi dà la certezza che quello che volevo comunicare ‘arriva’. Grazie.

    Apo

  3. #3 di poetyca il 8 agosto 2010 - 15:08

    Mio caro Apo, tu, a mio avviso, lo hai espresso chiaramente, ma non dimenticare che chi legge ha sempre in sè un proprio ” filtro” o capacità interpretativa dettati da esperienze ed opinioni, dunque si viene comunque interpretati.

    Un sorriso
    Daniela

  4. #4 di apolide il 9 agosto 2010 - 20:35

    E’ vero…Una poesia è ben riuscita quando parla a chiunque. E questo avviene in modo diverso per ognuno. L’ermeneutica… 🙂

    Apo

  5. #5 di poetyca il 9 agosto 2010 - 21:30

    Si, è esattamente come dici, non avrebbe allora senso alcuno se il poeta si sentisse frustato qualora la sua opera venisse reinterpretata da chi legge. Assimilare qualcosa diviene prendere quanto somigli a colui che accoglie.
    L’occhio sa vedere quel che riconosce, per il resto è come se fosse daltonico.

    Un sorriso
    Daniela

  6. #6 di apolide il 10 agosto 2010 - 13:36

    … E il linguaggio dell’amore è comunque universale…

    Apo

  7. #7 di poetyca il 10 agosto 2010 - 13:49

    Indubbiamente Apo, sebbene ci possa essere anche qui un seguire l’amare su diversi piani o manifestazioni.
    Pensa all’amore cavalleresco o alla Donna angelicata e pensa a Pablo Neruda che sa evidenziare altri aspetti.

    Ma amare è un percorso universale, oltre le parole ed i concetti.

    Un sorriso
    Daniela

  8. #8 di apolide il 11 agosto 2010 - 16:20

    Interessante l’interpretazione che mi fornisci…L’ermeneutica analizza la comunicazione, anche sotto l’ aspetto artistico.

    Apo

  9. #9 di poetyca il 11 agosto 2010 - 17:54

    Sorrido e ricordo le ore sui libri di scuola a studiare la letteratura italiana, i poeti e i prosatori e quanto attraverso l’antologia o l’enciclopedia si dovesse comprendere di un testo.
    Ma io mi chiedevo sempre cosa pensasse lo scrittore delle interpretazioni date, del modo di approcciarsi al suo scritto.
    Era allora per me necessario l’uso empatico della lettura, leggere prima con interesse la biografia per cogliere il suo vissuto e solo allora approfondire il senso del testo.
    Interpretare è sempre centrare il bersaglio?
    Magari si resta influenzati da aspettative legate al periodo storico, si catalogano alcuni scrittori in base a quanto si pensi sia in linea con una certa corrente letteraria o se ad essa si oppongono. Ma la sfera dei sentimenti umani cerca voce, sono le note che potrebbero essere diverse e tutte insieme danno vita ad un canto vivo, mai da schematizzare.

    Un sorriso
    Daniela

  10. #10 di apolide il 11 agosto 2010 - 22:17

    E’ vero…Quanto è distante la critica dal fare artistico… i critici sono un po’ artisti mancati. Tra l’ascoltare e commentare una sinfonia e comporla ci passa un abisso. Lo stesso per la altre arti, inclusa la poesia.

    Apo

  11. #11 di poetyca il 11 agosto 2010 - 22:44

    Sono concorde Apo, per questo quando 10 anni fa ho iniziato a fare commenti in rete ho voluto entrare nell’essenza, nei sentimenti espressi piuttosto che nella forma.
    Non immagini come possa essere sterile leggere poche righe di commento come – bella1 – e restare poi all’oscuro di cosa realmente possa suscitare uno scritto è trovare dei novelli critici mancati che ” suggeriscono” come debba essere stilisticamente composta una poesia. A proposito io non so strutturare, solfeggiare, contare, ci ho provato per mettermi alla prova ma rifuggo le prigioni.

    Preferisco commentare e mai criticare,reggere uno specchio perchè l’artista, il poeta, possa comprendere se stesso.

    Un sorriso
    Daniela

  12. #12 di apolide il 14 agosto 2010 - 19:12

    Allora lasciamo parlare i versi…

    Apo

  13. #13 di poetyca il 14 agosto 2010 - 19:35

    E sia!

    Un sorriso
    Daniela

  14. #14 di apolide il 15 agosto 2010 - 09:46

    E’ nello specchio
    dell’anima vicina
    nostro riflesso

    Apo

  15. #15 di poetyca il 15 agosto 2010 - 23:14

    Mi piace come tu abbia sintetizzato il tema dello specchio, come attraverso gli altri si possa cogliere se stessi.

    In fondo sono innumerevoli le osservazioni e le opportunità per fare delle esperienze di vita percorsi che possono dare contenuti alle poesie.

    Un sereno cammino
    Daniela

  16. #16 di apolide il 16 agosto 2010 - 14:09

    vie infinite
    verso l’elevazione
    dentro di noi

    Apo

  17. #17 di poetyca il 16 agosto 2010 - 14:40

    Vie non facili
    ma attimo possibile
    adesso e sempre

    Poe

  18. #18 di apolide il 17 agosto 2010 - 11:04

    vie del cuore
    lo spirito si fonde
    insieme, uniti

    Apo

  19. #19 di poetyca il 17 agosto 2010 - 12:31

    Senza argine
    è fiume che prorompe
    Tuffo di vita

    Poe

  20. #20 di apolide il 17 agosto 2010 - 13:08

    Bellissime parole…

    Apo

  21. #21 di poetyca il 17 agosto 2010 - 13:15

    Grazie di cuore.
    Un sorriso
    Daniela

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