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Il rapporto tra tecnologia e arte (13) – Il MoMA approda su Second life

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L’evento è importante: il MoMA organizza una mostra su Second Life. Presso l’isola di Style Magazine, rivista del Corriere della Sera, il Museo di New York presenta una mostra dal titolo Humble Masterpieces curata da Paola Antonelli, del Dipartimento architettura e design del museo stesso. L’esposizione ripropone, in veste virtuale quella tenutasi nel 2004 negli spazi reali del MoMA sul mondo del design, di un vario e spesso sottovalutato universo del quotidiano. La mostra è online già da qualche giorno.
L’idea fondatrice è che anche un piccolo oggetto può essere rivoluzionario in maniera inversamente proporzionale alle sue dimensioni e gran parte del successo dipende anche dalle caratteristiche estetiche. Gli oggetti esposti fanno parte tutti della vita di ogni giorno ma rappresentano ciascuno una importante invenzione, un tassello, un elemento che ci permette di compiere determinate azioni in modo semplice e diretto.
Oggetti silenziosi, rappresentati in fuori scala, quasi a voler rivendicare la loro importanza di là, nella vita reale.
Come la
penna a sfera, inventata da Laszlo Biro, di cui Marcel Bich ha poi prodotto più di cento miliardi di pezzi, o come la chiusura lampo, (di cui ci ricordiamo solo quando si rompe), oppure la moca Bialetti, che nella sua forma essenziale di alluminio racchiude una funzione altrettanto essenziale. O l’orologio Swatch, che ha fatto la fortuna di Nicolas Hayek, oggi il più grande produttore di orologi al mondo, o il lecca lecca Chupa Chups, il cui involucro è stato disegnato addirittura da Dalì.

Le coordinate, per chi volesse visitare la mostra, sono:

StyleMagazine 124,170,22

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Milano ricorda Bruno Munari

Dal 24/10/07, al 10/2/08 ancora a Milano, presso la Rotonda della Besana, in Via Enrico Besana 15, una importante mostra con più di 200 lavori del grande artista, grafico e designer Bruno Munari.

Occorre far capire che finché l’arte resta estranea ai problemi della vita interessa solo a poche persone. È necessario oggi, in una civiltà che sta diventando di massa, che l’artista scenda dal suo piedistallo e si degni di progettare l’insegna del macellaio (se lo sa fare).

Questa frase, tratta da Arte come mestiere (1966) di Bruno Munari (1907-1998), condensa in poche righe le idee e l’attività dell’artista, una tra le figure piu’ importanti del design e dell’arte del XX secolo. Previsti Laboratori didattici per le scuole e le famiglie secondo il Metodo Bruno Munari, che , attraverso l’osservazione e il fare manuale, vuole sviluppare la progettualità in modo pratico, diretto.

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