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Il rapporto tra tecnologia e arte (4) – Lo spazialismo di Fontana

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Installazione Fontana triennale Milano
Installazione Triennale Milano – 1951

Assistiamo, con la seconda guerra mondiale, a una sfiducia nel progresso. La fase successiva vede molti artisti tentare di chiudere una tragica parentesi. Si afferma la predilezione per l’arte informale, materica, povera. Gli artisti sono in fuga, almeno fino all’avvento della televisione. Ultimo tra i manifesti dello spazialismo, il Manifesto del Movimento Spaziale per la televisione viene distribuito durante una trasmissione sperimentale di RAI-TV di Milano il 17 maggio 1952. Gli artisti nel manifesto, tra cui Lucio Fontana, infatti affermano:

Noi spaziali trasmettiamo, per la prima volta nel mondo, attraverso la televisione, le nostre nuove forme d’arte, basate sui concetti dello spazio. La televisione è per noi un mezzo che attendevamo come integrativo dei nostri concetti. Siamo lieti che dall’Italia venga trasmessa questa nostra manifestazione spaziale, destinata a rinnovare i campi dell’arte. Noi spaziali ci sentiamo gli artisti di oggi, poiché le conquiste della tecnica sono ormai a servizio dell’arte che noi professiamo.”

neon installazioni Fontana

Altre due opere al neon di Fontana

Il problema dell’efficacia comunicativa dei media proposto dal gruppo “Spaziale”, afferma con forza la necessita’ di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione per trasmettere una nuova forma di arte basata su un nuovo concetto di spazio. La televisione diventa perciò un mezzo integrativo per la nuova arte, non più’ legata alla materia e perciò eterna. Questa trasformazione dell’arte in impulsi tecnologici tende inevitabilmente ad sovvertire le istituzioni artistiche tradizionali: la televisione non produce oggetti o immagini stabili, essa si esprime invece con caratteri alternativi rispetto a quelli del quadro e della scultura; usarla significa quindi operare una rivoluzione del sistema linguistico dell’arte.

Con Fontana si avvia a conclusione il processo di smaterializzazione e fantasmizzazione dell’oggetto artistico: la realtà si dissolve, trasmuta, perde di coerenza, nel mondo tecnologico che inizia a prospettarsi. L’artefatto si smaterializza e da dipinto diventa una tela squarciata, da immagine congelata su un piano diventa luce al neon, da oggetto materiale si trasforma in semplice flusso di informazioni. La nascita della televisione è un’occasione per trasmettere queste nuove idee.

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