Archivio per la categoria second life

Il rapporto tra tecnologia e arte (12) – Marcel Li e il corpo tecnologico

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Catalano, performer noto a livello internazionale, Marcel Li Antunez Roca esplora dai primi anni ’90 le possibilità del corpo “tecnologico”: nei suoi lavori le possibilità del corpo sono a volte amplificate, a volte integrate, a volte negate dall’aggiunta di dispositivi meccanici o biologici, controllati da computer. Ho visto quest’artista l’anno scorso, e ci ha illustrato, prima di un workshop, la sua poetica, che fa collidere discipline diferenti come l’arte e la robotica. Nelle sue opere performative utilizza Bodybots -robots controllati dal corpo- Systematugy -narrazione interattiva- e Dresskeletons -interfacce esoscheletriche. Tra i temi specifici esplorati nelle sue performances: l’uso di materiali biologici nella robotica, come in JoAn, l’uomo di carne (1992), o l’estensione dei movimenti del corpo con dresskeletons, nella performance Afasia (1998). Qui sotto Epizoo, del 1994, in cui attua il controllo interattivo del corpo alieno, tramite un’interfaccia telematica. In questo particolare ambito è uno dei pionieri.

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Il rapporto tra tecnologia e arte (13) – Il MoMA approda su Second life

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L’evento è importante: il MoMA organizza una mostra su Second Life. Presso l’isola di Style Magazine, rivista del Corriere della Sera, il Museo di New York presenta una mostra dal titolo Humble Masterpieces curata da Paola Antonelli, del Dipartimento architettura e design del museo stesso. L’esposizione ripropone, in veste virtuale quella tenutasi nel 2004 negli spazi reali del MoMA sul mondo del design, di un vario e spesso sottovalutato universo del quotidiano. La mostra è online già da qualche giorno.
L’idea fondatrice è che anche un piccolo oggetto può essere rivoluzionario in maniera inversamente proporzionale alle sue dimensioni e gran parte del successo dipende anche dalle caratteristiche estetiche. Gli oggetti esposti fanno parte tutti della vita di ogni giorno ma rappresentano ciascuno una importante invenzione, un tassello, un elemento che ci permette di compiere determinate azioni in modo semplice e diretto.
Oggetti silenziosi, rappresentati in fuori scala, quasi a voler rivendicare la loro importanza di là, nella vita reale.
Come la
penna a sfera, inventata da Laszlo Biro, di cui Marcel Bich ha poi prodotto più di cento miliardi di pezzi, o come la chiusura lampo, (di cui ci ricordiamo solo quando si rompe), oppure la moca Bialetti, che nella sua forma essenziale di alluminio racchiude una funzione altrettanto essenziale. O l’orologio Swatch, che ha fatto la fortuna di Nicolas Hayek, oggi il più grande produttore di orologi al mondo, o il lecca lecca Chupa Chups, il cui involucro è stato disegnato addirittura da Dalì.

Le coordinate, per chi volesse visitare la mostra, sono:

StyleMagazine 124,170,22

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Il rapporto tra tecnologia e arte (15) – Decoder Island – mostra d’arte su Second Life

Quella che propongo oggi è una retrospettiva permanente allestita su Second life , che dimostra che nell’ormai noto cybermondo della Linden Lab non esistono solo e-gambling e cybersesso. E’ un luogo di frontiera, di sperimentazione e non poteva non essere popolato anche da artisti. Ne avevamo già parlato a proposito dell’iniziativa degli 01.org .

Un fatiscente edificio postindustriale, dall’aria sinistra e labirintica, ospita numerose riproduzioni digitali di opere di Gianluca Lerici, aka Prof. Bad Trip, eclettico artista la cui attività ha spaziato dalla pittura al fumetto, passando per il design e la musica. Punto fermo della sua ricerca è stata la sperimentazione delle più svariate tecniche espressive. Il retroterra culturale che lo vede nascere come artista è quello del cyberpunk , che ha poi generato, su internet, ambiti come decoder , la più importante e-zine underground italiana, che dà anche il nome alla sede della mostra, online dal 5/6/07 .

Le tematiche sono inquietanti, nettamente psichedeliche, e riflettono il tormentato vissuto interiore dell’artista scomparso circa un anno fa. Le immagini che posto rendono un’idea soltanto parziale dell’evento, che per essere apprezzato appieno va vissuto nella realtà virtuale della simulazione.

Chi volesse provare, anche con un (gratuito) account “sandbox” a farci un salto, da qui può scaricarsi il client della Linden. Ah, dimenticavo: le coordinate sono:
Decoder Island, 118, 221, 25
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sede-decoder.jpg

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