Il rapporto tra tecnologia e arte (1) – gli impressionisti e la fotografia

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”Nell’espressione fuggevole di un volto umano, dalle prime fotografie, si emana per l’ultima volta l’aura. E’ questo che ne costituisce la malinconica e incomparabile bellezza”. (Walter Benjamin)

L’aspetto del rapporto tra tecnologia e arte, pur essendo presente in ogni epoca storica, è condizionato dalla relativa lentezza delle innovazioni tecniche che si sono avute nel periodo antico e agli inizi dell’epoca moderna.

Questa problematica inizia ad assumere un evidente rilievo con la rivoluzione industriale. L’800, secolo di transizione, è un periodo in cui l’innovazione tecnologica inizia a entrare in molti aspetti della vita quotidiana dell’emergente classe borghese, e quindi a influenzare anche il modo di fare arte.

Un’invenzione importante, in questo senso, è quella della fotografia: se per secoli l’unico modo di tramandare alla posterità la propria immagine era far realizzare un ritratto da un artista, da questo punto in poi uno strumento tecnologico invade prepotentemente la scena, permettendo di produrre immagini realistiche dapprima in un modo simile a quello pittorico, con lunghi periodi di posa, e successivamente con esposizioni sempre più brevi e risultati sempre più fedeli.

 

Camera per dagherrotipi - fine 800

 

La risposta impressionista a questa vera rivoluzione del mondo dell’immagine, è quella di spostare oltre i termini del discorso, materializzando sulla tela le subitanee sensazioni e il mutevole effetto della luce sulle superfici delle cose.

 

 

Monet - alcune delle sue "Cattedrali di Rouen"

 

 

 

Monet, Il giardino dell'artista a Giverny (succ. 1883)

 

La pittura non è più, come è stato per secoli, rappresentazione fedele e mimetica del reale, attuata secondo rigide regole prospettiche e cromatiche, l’artista diventa un tramite che filtra l’immagine che gli appare secondo la sua sensibilità interiore, quindi il risultato non può essere più oggettivo.
L’immanentismo di Monet segna un punto di non-ritorno, nella storia dell’arte moderna: l’oggetto artistico inizia a diventare concettuale, non rappresentando più le cose come sono, ma evocando l’immaginario dell’artefice.

 

Monet, crepuscolo a Venezia, 1908

Monet, crepuscolo a Venezia, 1908

 

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  1. #1 di emmanuelepilia il 20 giugno 2008 - 00:01

    Guarda caso anche io ho scritto un post partendo da Benjamin oggi! 😀

  2. #2 di apolide il 20 giugno 2008 - 15:13

    Appena posso ci do un occhio…
    ora devo scappare:la mostra di renoir mi aspetta.

    ciao

    Apo

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