Articoli con tag surrealismo

Il rapporto tra tecnologia e arte (3) – le avanguardie: Hausmann e Moholy-Nagy

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La scuola dadaista – surrealista apporta un contributo forte alla demolizione del modo accademico di concepire l’arte, e lo fa attraverso la creazione dei primi fotomontaggi e dei primi assemblaggi. Il caso, l’imprevisto e il fascino della macchina vengono introdotti nel fare artistico.  Appare in questo senso emblematica anche  la scelta che i dadaisti-surrealisti fanno in merito alle regole compositive: inizia il processo di decostruzione del linguaggio artistico, e il caso, l’incertezza, entrano come componenti fondamentali nel processo di creazione dell’opera.  Si tratta di una esplicita ribellione ai canoni estetici accademici allora ancora molto radicati in ogni ambito culturale.

In altri campi è in atto un notevole fermento, frutto dell’inizio della seconda fase della rivoluzione industriale.
Nell’industria Henry Ford introduce il fordismo (1913), il metodo di produzione industriale che prevede la realizzazione di automobili in catena di montaggio.
In architettura le Corbusier sta per lanciare il suo celebre slogan della machine à habiter, per le nuove case razionaliste. Abitazioni prive di ornamento e create secondo dettami strettamente funzionalisti (il suo manifesto dell’architettura “macchinista” Vers un’architecture, è del 1923).
E’ coeva a queste sperimentazioni l’affermazione in campo scientifico di teorie come la relatività einsteniana (lo scritto sulla relatività ristretta è del 1913, quello sulla relatività generale, del 1915).
La psicanalisi freudiana inizia a diffondersi presso la classe borghese (L’interpretazione dei sogni, di Freud, è del 1889, ma nel primo decennio del nuovo secolo inizia a diventare quasi una moda).

Raoul Hausmann testa meccanica

Raoul Hausmann - Testa meccanica - 1919

Si assiste  all ‘affermarsi della tendenza da parte di tutte le discipline (anche quelle umanistiche) ad assumere una sistematizzazione scientifica, che non vuole lasciare nessun ambito insondato, se non in maniera quantitativa e oggettiva.

L’arte risponde a questo irrompere nel sapere umano di analisi meccanicistiche con la celebrazione di un nuovo idolo.  La macchina diventa il soggetto preferito di molti artisti, ed è osannata e deificata. Nascono in questo periodo la  pratica artistica del ready-made, del collage e del fotomontaggio. Viene usato un mezzo di rappresentazione oggettiva del reale o una sua porzione estrapolata brutalmente dal contesto per mostrare realtà “altre”, legate ad una sfera che non è situata  più  “al di sopra” del reale, ma è piuttosto nascosta “sotto” di esso. E’ questo lo spirito della poetica surrealista.

Un’opera di Raoul Hausmann è l’emblema delle sperimentazioni d’avanguardiaperiodo, la Testa meccanica (sottotilolo emblematico: Spirito del nostro tempo).

Influenzato molto probabilmente dalla creazione dell’orinatoio duchampiano (l’esposizione del primo ready-made del maestro francese è del 1917), Hausmann realizza questo assemblaggio partendo da una testa per parrucchieri, cui applica diversi oggetti tecnologici trovati: un regolo, meccanismi d’orologio, un metro per sarto, un numero stampato, una custodia contenente un cilindro da stampa. Realizza così un’opera che poi diventerà uno dei simboli della ricerca surrealista.

Si tratta di un lavoro ben collocato nell’orizzonte culturale tra le due guerre. Uno scenario, quello a cavallo tra gli anni ’10 e ’20, in cui la tecnologia aveva sì portato delle importanti innovazioni nella vita di tutti, ma che delineava anche una serie di conflitti e di tensioni tra le varie entità nazionali che condurranno al secondo conflitto.
In questo periodo vengono concepite le prime armi di sterminio di massa, i famigerati gas tossici, e forse non è un caso che Hausmann inserisca sulla sua Testa anche un bicchiere telescopico simile a quelli in dotazione alle truppe al fronte.

Hausmann Tatlin casa sua

R. Hausmann: Tatlin a casa sua - 1920


Guardare oggi la Testa meccanica potrebbe far sorridere, ma uno sguardo a questo assemblage può farci capire quanta fiducia avessero riposto nella rivoluzione delle macchine. Un futuro in cui le macchine si sarebbero occupate degli uomini, e ci sarebbe stato maggior tempo libero. Un futuro radioso, in cui l’uomo sarebbe stato libero finalmente dall’obbligo del lavoro. Sappiamo che le cose poi non sono andate esattamente così.

Successiva è un’altra opera, in cui Haussman fà della seduzione della macchina un paradigma, evocando l’immagine di Tatlin come se si trattasse di un cyborg ante litteram.  Haussman la realizza attraverso una tecnica mista, fusione di pittura e collage. Si tratta di Tatlin a casa sua (1925). Anche questo lavoro riassume bene tutte le suggestioni meccaniche che sono componente fondamentale della poetica surrealista.

In ogni campo umano la strada della tecnologia appare l’unica praticabile e  viene imboccata con decisione da tutte le economie dei paesi industrializzati. L’adesione incondizionata alle logiche meccaniche da parte degli artisti dadaisti, esaspera i termini del rapporto arte-tecnologia e portando, in questo modo, a una frattura.
E’ in questa fase che si inizia a delineare nettamente l’allontanamento definitivo della creazione artistica da ogni velleità figurativa.

Moholy Nagy effetti luminosi

L. Moholy-Nagy: macchina per effetti luminosi - 1926

Sono di questo periodo pure le installazioni luminose di Lazlo Moholy-Nagy, che è stato un artista ed esponente del Bauhaus. Ungherese di nascita, si trasferisce con il Bauhaus a Dessau nel 1925 e vi insegna fino al 1928, quando ritorna a Berlino per concentrarsi sulla scenografia teatrale e cinematografica. Due anni dopo partecipa alla “Internationale Werkbund Ausstellung” a Parigi.

Le sue macchine luminose e i suoi studi per la scenografia cinematografica sono di questo periodo. La sua ricerca si estende anche verso l’espressione artistica attuata tramite la fotografia: è sua una lunga serie di fotogrammi artistici.
La tela in queste opere si smaterializza, sostituita dalla lastra fotografica, e la luce sostituisce i pennelli e i colori.

Si avvia, in questo modo quel processo di dissoluzione delle varie forme d’arte che oggi è in fase avanzata.

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4 commenti

è strano

E’ strano
in fondo è automagico
l’alzare la testa
e vedere in cielo
i corvi del passato
che non dovrebbero esserci
è la diretta conseguenza
di fattori pregressi
[tipo la difformità, l’ovvia unicità
di elementi devianti, l’egocentrismo
ormai fine a sé stesso, vista la soddisfazione
tissutale, l’appagamento endorfinico, la
consolidata posizione sociale, considerati
i precedenti, le attenuanti generiche che
data la moratoria non si rifiutano nemmeno
ai nemici, i modelli di verifica di classe,
le traiettorie tangenti e surreali, il disincanto
dei primi peli bianchi, l’accondiscendenza
del vecchio compagno di merende,
la costatazione che le routine del BIOS
sono bilanciate e funzionali alle prestazioni
del sistema, considerato il peso di 2k
di menti da formare, possibilmente sfruttando
il carisma e l’entusiasmo ancora non del tutto spenti]
si chiede venia, a volte.
lo scarto quadratico medio, infatti
era minimo.
ma alla fine
appare sempre un cigno nero
in mezzo ai cigni bianchi
e non puoi interpolare i dati linearmente

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Contest: Cadavere squisito in rete

Cadavere squisito in rete - contest poeticoParte oggi il primo contest (concorso a premi) di “Parole, immagini, gesti“.

E’ dedicato -ovviamente- alla scrittura creativa, e quindi rivolto a chiunque ami scrivere.
Il riferimento è evidente fin dal titolo: la poesia surrealista.

Si tratta di realizzare un esperimento di scrittura collettiva assemblando assieme i contributi che vorrete inviarci.

In premio sarà estratta una corposa raccolta di classici letterari italiani e stranieri, in formato e-book.

Siete curiosi? Tutti i dettagli e il form per l’invio sono alla pagina “Cadavere squisito in rete – come partecipare al contest…” che trovate qui sopra l’header del blog.

Cliccate, aderite e non ve ne pentirete. Scrivere è soprattutto un gioco…

Apolide & Lamia

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