Manifesto pubblicitario e arte (I)

In due puntate, cercherò di gettare uno sguardo sull’evoluzione del manifesto pubblicitario e sulle sue influenze sull’immaginario collettivo. Ho ritenuto opportuno andare più indietro del ‘900, nella mia breve analisi, per analizzare meglio i presupposti che portano alla nascita della comunicazione pubblicitaria. Tutto inizia con l’invenzione della litografia, ad opera delIl tipografo cecoslovacco Senefelder nel 1793.
Il francese Brisset che nel 1833 realizzò il torchio litografico “a stella” che permetteva di tirare stampe di grandi dimensioni su pietra e su zinco. Con la rivoluzione industriale, e la conseguente espansione dei mercati, il manifesto pubblicitario diventa mezzo di promozione di eventi, prodotti e quant’altro. Alla fine dell’800 questo veicolo di comunicazione trovò gradualmente la sua vera struttura grazie all’apporto di tre grandi artisti dotati di capacità di sintesi e di notevole tecnica pittorica: Toulouse Lautrec, Bonnard e Chéret

Toulouse-Lautrec, Divan Japonais , 1863. Litografia in quattro colori.

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Toulouse-Lautrec, Moulin Rouge: La Goulue, 1891. Litografia a pennello

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Jules Chéret , Job Papier à cigarettes, 1899

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Jules Chéret, Parigi, 1836 – Nizza, 1932

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La società della belle époque è espressione dei primi anni del secolo. Gaudente e spensierata, ha nella classe borghese la sua rappresentanza Gli svaghi tipici del vivere metropolitano diventanosimboli di appartenenza. Nascono le prime icone della comunicazione commerciale: il marchio di fabbrica diventa logo; riproducibile e riconoscibile, esso rappresenta l’immagine del produttore.

G.Mora, Bitter Campari.1894

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Alphose Mucha: Medea, 1908. Litografia

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Anonimo, Cicli Fiat. 1930 ca.

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Dopo la propaganda di regime attuata da ogni nazione durante la II guerra mondiale, nasce a Londra nel 1952 l’Indipendent Group, di cui fanno parte Eduardo Paolozzi e Richard Hamilton. Il clima in cui si sviluppa il gruppo è quello dell’austerità del dopoguerra, e di una nascente era di progresso tecnologico. Elementi che lo contraddistinguono sono da una parte il persistere del vecchio modernismo europeo e dall’altra il sex appeal della cultura di massa americana, con la sua promessa di benessere in contrasto con l’austerity della ricostruzione.
Eduardo Paolozzi “Ero il giocattolo di un uomo ricco”,1947. Collage montato su cartoncino

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<continua><

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  1. #1 di emmanuelepilia il 26 febbraio 2008 - 20:08

    Carissimo! Finalmente sei tornato.
    Comunque mi aspettavo di vedere qualche futurista in questa carrellata! Attendo la prossima 😉

  2. #2 di apolide il 3 marzo 2008 - 12:14

    Dopo questa risposta ti telefono immediatamente, Emmanuele.

    ciao

    Apo

  3. #3 di Simona Rinaldi il 9 gennaio 2009 - 22:36

    Si poteva parlare, anche di Arts&Crafts, di the Studio, della rivista come veicolo primario della pubblicità e della diffusione dell’oggetto in serie, delle Officine Grafiche Ricordi, della rivista Le vie D’Italia..dei fumetti di Hergè, della linea chiara..cmq il manifesto pubblicitario nella veste grafica che ruppe definitivamente con la rappresentazione classica delle “figure” io lo identifico temporalmente tale fino ai primi anni 30, dopo arriva da una fionda il Bauhaus..ma questo è un’altro discorso..

  4. #4 di apolide il 10 gennaio 2009 - 08:12

    Sì, si poteva parlare di molte altre cose…ma questa è una stesura provvisoria, sarà presto sostituita dall’articolo definitivo.

    Grazie della visita

    Adonai

    Apo

  5. #5 di Simona Rinaldi il 10 gennaio 2009 - 22:33

    ..prego..queste visite sono specchi..riflessi..non voleva essere un commento chiuso, una critica spocchiosa..ben venga altro..

  6. #6 di apolide il 11 gennaio 2009 - 11:25

    No, assolutamente non mi sono risentito. Ti spiego… Questo articolo ha una storia particolare: deriva da materiale fornitomi da una collega del corso di abilitazione, in una fase intermedia della stesura di un esame di didattica dell’arte.

    Il materiale definitivo, più completo ed esaustivo, me l’ha dato a giugno, ma non ho ancora trovato il tempo di aggiornare questo post (che tra l’altro tira tanto, eh: è uno dei più sfogliati del blog) con la nuova stesura.

    Trattandosi di PPT (in originale, quindi molte immagini e poco testo), non ho avuto il tempo di scrivere alcunchè da associare alle foto da lei fornitemi. Ho preferito dedicarmi (lo faccio quando posso, perchè, ovviamente lavoro) ad un altro “racconto a puntate”: il rapporto tecnologia / arte (giunto alla 6^ puntata, ce ne saranno una dozzina in tutto), che è tratto dalla mia tesi di abilitazione.

    PS
    Simona, ti inviterei, nelle risposte, a inserire collegamento al tuo bel blog http://kolonistuga.blogspot.com/ . Altrimenti non sei visitabile da chi sfoglia queste pagine.

    Adonai

    Apo

  7. #7 di Simona Rinaldi il 12 gennaio 2009 - 22:06

    ..bene..appena avrò un po di tempo se può essere utile, ti scansiono un pò di materiale sul periodo in questione..ho una piccola collezione che riguarda l’art nouveau,(una decina di numeri di The Studio) e altri magazine tedeschi e olandesi..nel magazine ci sono delle bellissime tavole di Beardsley, Klimt, Toorop, Khnopff, Hodler, Mucha..e tanti altri..tra l’altro le riviste si sviluppano in un arco temporale che coglie una ventina d’anni per cui le scelte stilistiche di impaginazione si modificano al susseguirsi del gusto del tempo..emozionante!..nulla di più fertile per la mente che lo schiaffo delle immagini e l’odore del tempo che tocchi tra le mani che sanno di polvere, di carta velina di particelle in sospensione…Si annusa il cibo, si annusa la cultura..

  8. #8 di apolide il 12 gennaio 2009 - 22:44

    Chiarito l’equivoco…ne sono felice. Sai spesso la fretta porta noi bloggers a mettere su contenuti un po’ rabberciati. Ma il pregio del blog è che puoi sempre rieditare. Certo lasciare in bozza sarebbe meglio, ma se non lo avessi pubblicato tu non mi avresti trovato, no?

    Attendo il tuo materiale…sono curioso. E’ un campo che mi piace molto, quello tra pubblicità e arte.

    Adonai

    Apo

  9. #9 di Simona Rinaldi il 29 gennaio 2009 - 18:24

    Ciao
    ti mando un link, penso sia interessante per l’argomento
    http://www.marcellodudovich.it/contemporanei.asp?id=3&idSub=14

  10. #10 di apolide il 29 gennaio 2009 - 20:33

    Una risorsa molto ricca su Dudovich con parecchie immagini online…grazie.

    Adonai

    Apo

  11. #11 di dautretemp il 19 ottobre 2009 - 16:51

    Bell’articolo!!!

  12. #12 di apolide il 31 ottobre 2009 - 20:50

    Grazie, bello anche il tuo blog!

    Apo

  13. #13 di kolonistuga il 31 ottobre 2009 - 22:06

    Ciao Apolide,
    ci sono state evoluzioni sul collezionismo cartaceo e l’arte dei Manifesti…il tuo blog è sempre presente!

  14. #14 di apolide il 1 novembre 2009 - 00:20

    Grazie della visita e dell’implicito invito a visitarti… devo dire che assisto a un fiorire di blog su argomenti proto-modernisti in questo periodo… la mia trattazione del tema ‘manifesto’ -essendo il mio un blog più generalista del tuo, sospeso tra arte e poesia- è stata ovviamente parziale e riduttiva, e di là da te vedo, sul tema delle arti grafiche 8-900esche, parecchio materiale interessante… complimenti.

    a presto

    Apo

  15. #15 di stepafogan il 11 febbraio 2010 - 17:17

    bello da ufo…

  16. #16 di apolide il 11 febbraio 2010 - 20:47

    Grazie!

    Apo

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